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CN Del PS: Avanti Con Sinistra E Libertà
Con 12 voti contrari e 7 astenuti, il Consiglio Nazionale del partito socialista ha approvato
a larghissima maggioranza (280 i presenti) il documento politico della segreteria del partito.
Il documento prevede che il congresso del Partito si tenga nei tempi e nei modi stabiliti dallo
statuto, ovvero l’anno prossimo dopo le elezioni amministrative. Resta confermata la politica
di alleanze con le altre forze di Sinistra e Libertà per costruire una forza di governo laica,
libertaria e di sinistra, distinta dalle forze politiche comuniste e che abbia come punto di
riferimento obbligato il PSE.
I lavori del Consiglio nazionale sono stati aperti dalla relazione del Segretario del Partito,
Riccardo Nencini il quale, rispondendo alle critiche e ai timori emersi rispetto all’alleanza
di Sinistra e Libertà ha affermato “Il Partito socialista non si scioglie. Ho preso un impegno
personale oltre che politico a non mollare”.
“Questa storia – ha continuato – ha pieno diritto di cittadinanza, ma ha un senso solo se la
teniamo legata a un progetto politico ma non può ridursi a mera testimonianza, alla galleria
degli antenati”.
L’analisi di Nencini non ha lasciato spazi d’ombra. Ha ricordato che il risultato raggiunto
alle europee, il 3,1%, “non è un risultato da buttare, è dignitoso” e che da lì “bisogna
ripartire” anche se le condizioni non sono certo facili perché la mancanza di una
rappresentanza parlamentare, costituisce un serio handicap soprattutto dal punto di vista
comunicativo, sia pubblico che privato, visto che “siamo in presenza di un bipolarismo perfetto
nella comunicazione che premia solo chi sta in Parlamento”.
La barra del timone resta orientata sulla rotta intrapresa con Sinistra e libertà, proiettata
verso gli appuntamenti del prossimo anno, le elezioni regionali. Il Segretario del partito non
vede alternative. “Il centrodestra – dice - non solo ha vinto anche le ultime elezioni, ma le
ha vinte bene, dimostrando di essere radicato anche a livello locale, ma il sistema politico è
avviato verso una crisi del bipolarismo, con la vittoria della Lega nel centrodestra e la
straordinaria debolezza del Partito democratico, che ha perso 4 milioni di voti, nel
centrosinistra”. Nello stesso tempo, osserva, “il partito dove si è presentato col proprio
simbolo, è andato male”.
Ci sono però anche dati positivi. “Il tesseramento che ripartirà a settembre con regole nuove,
la ripresa di Mondoperaio e quella possibile dell’Avanti! della domenica, l’elezione di tanti
compagni nelle realtà locali con la lista di SL”.
Nencini ha quindi affrontato la questione delle alleanze ricordando che “dalle ultime elezioni
politiche siamo usciti non solo sconfitti, ma anche isolati”. Oggi c’è da registrare “l’
apertura di SL ai repubblicani di Luciana Sbarbati e ai liberali di ‘Critica liberale’ e quanto
al Pd “nei miei incontri con i candidati alla segreteria – ha detto - ho ricevuto certezza che
per 4 mesi questo partito sarà bloccato in un congresso vero, con esiti che non sono
assolutamente certi. Può vincere Tizio nel congresso e Caio nelle primarie. Una sorta di scisma
avignonese. Ma con tutti i candidati c’è un punto in comune, uno schema molto diverso da quello
di Veltroni. I numeri li obbligano a pensare diversamente. Col 26% non ce la fanno. Senza
alleanze non ce la fanno”.
“Penso ci siano le condizioni per superare Livorno del 1921, una condizione condivisa qui e
accettata anche dal Pd”. Nelle conclusioni la questione del rapporto con i radicali: “Il no di
Pannella – ha detto – ha preceduto quello di una parte di SL. Dentro SL bisogna fare spazio
anche a chi condivide questo percorso e per questo penso di chiedere a Pannella di ripensarci”.
Nel corso del dibattito il Coordinatore della Segreteria nazionale Marco di Lello ha affermato
che «Occorre ripensare la Sinistra italiana per tornare a parlare a quella parte del paese che
ad essa si era affidata e da questa è stata tradita, per dare risposte alle paure di un Nord
sempre più' tentato di rifugiarsi nell'egoismo e nella xenofobia, per governare i cambiamenti
in atto nel mercato del lavoro, a 40 anni dalla morte di Brodolini con un nuovo statuto dei
Lavori e dei Lavoratori. Mentre il Pd – ha continuato Di Lello - impegnerà i prossimi mesi in
un dibattito autoreferenziale noi socialisti, noi SL dovremo lavorare ad una nuova cultura
politica frutto di una reciproca contaminazione di socialismo, ambientalismo, postcomunismo per
tornare a parlare ad un'Italia di oggi molto diversa da quella del 900."
Oltre al documento della segreteria, esposto da Marco Di Lello, sono stati presentati un altro
documento, relatore Franco Bartolomei, e un ordine del giorno presentato da Bobo Craxi. Questi
ultimi sono decaduti con l'approvazione da parte del CN del documento della segreteria perché
di fatto chiedevano l’immediata convocazione del congresso. E’ stato quindi stabilito una
ronologia di incontri in vista dei nuovi appuntamenti politici: il primo avverrà a Bologna il
prossimo 17 luglio per le regioni dell’area nord, il secondo a Napoli il 22 per le regioni del
Sud Italia; ne seguiranno altri per le diverse aree geografiche. Infine, sono stati approvati
tre ordini del giorno proposti dalla Giovanile Socialista riguardanti le morti bianche e il
nucleare.
Registrato: Settembre 2006
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Età: 39 Residenza: Venezia
Re: CN Del PS: Avanti Con Sinistra E Libertà
Concordo con Giampaolo, cerchiamo di proporre anche i Radicali nella federazione..poi però arrivati alla "pietra del tocco" (come si dice dalle nostre parti...) anche i Radicali decidano presto il loro percorso e non aspettino Bersani piuttosto che Franceschini, Marino, il povero Adinolfi e da ieri pure Grillo.....perchè SeL non può certo dipendere da cosa faranno i Radicali e specialmente il PD.....
Se ho capìto bene:
1) si va avanti con S&L
2) il Congresso si fa dopo le Regionali
3) ergo, alle regionali si va con S&L.
SE ho capìto bene, nasce una domanda.
E se DOPO le regionali il Congresso decide che "basta con S&L" che succede degli eventuali eletti?
Caro Gianclaudio, un partito dei socialisti non esiste più. Quelli che ci sono adesso a vario livello, sono solo dei cacciatori di poltrone e questa è la ragione che ha fatto fallire la RNP (con qualche responsabilità pure dei radicali, che ad un certo punto, non si sono direttamente relazionati con la base socialista e con i tanti socialisti dispersi che con la rosa erano tornati a fare politica).
Con SL sarà la stessa cosa e molto dipende da quello che accadrà nel PD. Gli eletti "socialisti" non avranno alcuna difficoltà a cambiare gruppo se il vento soffierà da un'altra parte, o a mantenerlo in vita laddove avranno l'assessore...
Questo in estrema e impietosa sintesi è quanto. Per cui non ti affannare più di tanto a punzecchiare noi semplici e affranti militonti.....
Lasciamo volentieri a Raffaele Mauro, dall'alto dello 0,15% ottenuto quest'anno alle provinciali nel collegio di Terracina I, di fare il maggiordomo a questa "dirigenza" mafiosa in sedicesimo....
____________ "Il destino di una società, dipende sempre da minoranze creative"
Arnold Toynbee.
Se ho capìto bene:
1) si va avanti con S&L
2) il Congresso si fa dopo le Regionali
3) ergo, alle regionali si va con S&L.
SE ho capìto bene, nasce una domanda.
E se DOPO le regionali il Congresso decide che "basta con S&L" che succede degli eventuali eletti?
Caro Gianclaudio, un partito dei socialisti non esiste più. Quelli che ci sono adesso a vario livello, sono solo dei cacciatori di poltrone e questa è la ragione che ha fatto fallire la RNP (con qualche responsabilità pure dei radicali, che ad un certo punto, non si sono direttamente relazionati con la base socialista e con i tanti socialisti dispersi che con la rosa erano tornati a fare politica).
Con SL sarà la stessa cosa e molto dipende da quello che accadrà nel PD. Gli eletti "socialisti" non avranno alcuna difficoltà a cambiare gruppo se il vento soffierà da un'altra parte, o a mantenerlo in vita laddove avranno l'assessore...
Questo in estrema e impietosa sintesi è quanto. Per cui non ti affannare più di tanto a punzecchiare noi semplici e affranti militonti.....
Lasciamo volentieri a Raffaele Mauro, dall'alto dello 0,15% ottenuto quest'anno alle provinciali nel collegio di Terracina I, di fare il maggiordomo a questa "dirigenza" mafiosa in sedicesimo....
Caro Alessandro,
ci terrei a chiarire che:
a) io non faccio il "maggiordomo" a nessuna dirigenza, tammeno a quella socialista (alla quale imputo come te, mi pare, il fallimento della RNP, ché coi militanti, se proprio non era amore a prima vista, ci si confrontava eccome).
b) la mia domanda era solo una domanda, una curiosità, non una provocazione.
Registrato: Novembre 2006
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Residenza: Aversa (CE)
Re: CN Del PS: Avanti Con Sinistra E Libertà
Dal CN di sabato scorso nessuno poteva ragionevolmente aspettarsi un "semaforo verde" alla liquefazione del PS in SeL, nè credo sarebbe stato tecnicamente possibile pur con l'unanimità degli aventi diritti al voto...e tuttavia occorreva indicare un percorso, almeno organizzativo e regolamentato, chiaro e coerente con l'impegno assunto di proseguire l'alleanza alle prossime "regionali".
Continuo a trovare del tutto paradossale e strampalata la scelta di lasciare il PS sostanzialmente invariato pur continuando a perorare la causa dell'alleanza in SeL......
Ma dico, in che condizioni arriveremo TUTTI alle prossime regionali?
Certo, si è (ri)parlato di coordinamenti territoriali di SeL ma quelli già esistono a tutt'oggi (tra l'altro in molti casi condizionati e determinati dai soliti "satrapi" locali) ....occorreva almeno qualche passo in più con relative regole....ed invece niente!
Se si continua a "dialogare a debita distanza", ognuno nel proprio orticello e col proprio tesseramento, non oso immaginare cosa succederà ai tavoli di decisione delle candidature regionali di SeL.....e non solo per le "nomination" ma anche per le linee politiche!!!!
E poi come la mettiamo con quel circa 70% di "senza tessera" che - secondo gli studi sui flussi elettorali commissionati ed accreditati dalla stessa segreteria nazionale PS - hanno costituito il vero pilastro del consenso a SeL?
Mi pare più che chiaro che questo 70% ci ha votato perché vuole, da noi e dai nostri alleati, un partito (o una concreta speranza di partito) e non certo un semplice cartello elettorale super-elastico e molto "opportunistico".
Che facciamo? Da qui alle regionali 'sto 70% di elettori lo perdiamo progressivamente?
L'elettorato di oggi è estremamente mobile, in particolare quello genericamente "di Sinistra" che è già rimasto scottato più volte.....certi segnali di attendismo ed autoconservazione lo invogliano a mandarci definitivamente a quel Paese senza tante esitazioni e ragionamenti!
Il rischio è fortissimo!
P.S. - La scelta poi di rinviare alle calende greche il Congresso nazionale PS (un congresso straordinario com'è straordinaria la temperie politica che stiamo vivendo noi socialisti e non solo) ha rappresentato davvero la ciliegina sulla torta sempre meno commestibile ed indigeribile proposta dall'attuale dirigenza e relative truppe cammellate (si fa per dire!)
____________ Mario Francese, socialista
(anche MSN)
su Facebook http://www.facebook.com/mario.francese1
cell. 331-7572646
Tessera di pre-adesione a Sinistra e Libertà n. 14.
Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere. (Mohandas Karamchand Gandhi)
La Politica si fa con i sentimenti, non con i risentimenti (Pietro Nenni)
Avendo trovato il consiglio nazionale del ps in home page di radioradicale.it, ho pensato di vedere che ha detto Lanfranco. Già che c'ero ho sentito anche i soliti ottimi Sbarra e D'Alfonso, poi mi sono incuriosito e, visto che gli interventi erano brevi, sono andato avanti e ho sentito qualcun'altro.
Sono rimasto allibito da due o tre cose:
1) Il taglio agli interventi visto che (spiegazione ufficiale) tanti dovevano prendere il treno prima dello sciopero e quindi dovevano andar via. Ad un certo punto volevano fare pure il taglio sul taglio perchè, diceva Nencini, sennò votavano solo i romani.
2) Il casino in cui si svolgeva l'evento.
3) Alcuni interventi da urlatori comizianti che nemmeno Tony Dallara! Qualcuno m'ha fatto pure paura perchè ho cominciato a temere che mettesse un braccio fuori dal monitor e mi prendesse per il collo per cazzottarmi. Di Lello pareva la caricatura di Giobbe, ma più cattivo, e poi c'era uno romano che pareva Mario Brega.
Premesso che non sono militante, non sono politico, non so un cazzo di come funzionano le riunioni di partito, premesso che in tutte le riunioni del mondo ci sono quelli in gamba e quelli che non capiscono un cazzo, premesso che scazzi, casini assortiti e dispute all'arma bianca sulle mozioni d'ordine e sulle controvirgole credo facciano parte più o meno di tutti i partiti, o almeno non solo del socialista, non ho potuto fare a meno di paragonare questo consiglio nazionale del ps al comitato nazionale radicale che ho sentito per certi tratti alla radio.
Lì non avevano treni da prendere, se ne sono rimasti a Chianciano per 3 giorni. Alcuni si lamentavano del fatto che ci rimettevano perchè trascuravano il lavoro o prendevano le ferie apposta, ma poi cominciavano a fare puntuali relazioni sullo stato dell'arte sul proprio territorio, parlando del contesto locale e del punto in cui si trovavano le loro iniziative politiche. E questo mentre i dirigenti nazionali continuavano a spostare l'attenzione sul fatto che il collasso finanziario era vicino, non c'era una lira, torre argentina in pericolo, altro che storie locali, allarme generale ecc.. E loro duri come legni a dire cos'avevano fatto a Milano, qual era la situazione in Veneto, cos'avevano fatto lì e là. Evidentemente avevano del lavoro fatto da rivendicare, ragion per cui perdere i giorni di lavoro e perdere i treni per il ritorno era solo l'ultima goccia: valeva la pena che i capi sapessero delle proprie situazioni.
Niente urla, brusii a voce alta, gente col giubbotto in mano.
Ecco. Non mi pare sia il caso di aggiungere altro, perchè tutto il resto è di conseguenza.
Registrato: Ottobre 2007
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Età: 26 Residenza: Londra
Re: CN Del PS: Avanti Con Sinistra E Libertà
visto che sul sito del partito ancora latita, lo posto intanto qui, il documento presentato da Bartolomei al CN di sabato.
I
Il risultato ottenuto da Sinistra e Libertà alle elezioni europee e amministrative ha dimostrato la correttezza della scelta politica compiuta. Aver riunito all’interno di un’unica lista elettorale le diverse anime della Sinistra italiana, in un momento di grave crisi economica per il paese e per il mondo, e di grave deficit democratico, rappresenta un risultato importante, condiviso da quasi un milione di elettori.
Ancora più importante è il fatto che Sinistra e Libertà abbia generato un nuovo entusiasmo tra i militanti dei partiti che hanno dato vita alla coalizione e tra quanti negli ultimi anni non si sono più riconosciuti nei soggetti politici della Sinistra italiana.
Questo dimostra come ci sia ancora bisogno di una Sinistra capace di rappresentare la società e progettare il cambiamento. Una Sinistra riformatrice e democratica, capace di porsi come forza di governo mantenendo una valutazione critica sulle politiche che hanno determinato l’attuale recessione economica, in grado di tradurre in soluzioni di governo le necessità degli strati più deboli della società, portatrice di valori fondanti, come la giustizia sociale, la difesa dell’ambiente, l’etica della responsabilità, il principio di legalità, ed ancorata ad una visione coerente della laicità dello Stato.
II
Le politiche neoliberiste degli ultimi quindici anni hanno prodotto la più grave crisi economica mondiale dal 1929, con conseguenze gravissime sul piano sociale. La finanziarizzazione dell’economia ha prodotto una crescita fittizia, realizzata attraverso forme differenziate e diffuse di utilizzazione del debito (es. compressione dei tassi di interesse, mutui subprime, microcredito personale, gonfiamento dei corsi azionari) come mezzo di sostegno della domanda, sostitutivo, in assenza di un processo espansivo dell’economia reale, di una crescita continuativa dei redditi da lavoro dipendente o da attività d’azienda.
Tale processo ha innescato ed alimentato una crescita dei mercati e dei consumi totalmente sganciata dalla crescita della ricchezza sociale, favorendo un incremento massiccio delle quote di reddito e profitti destinate ad investimenti finanziari, sottratte all’investimento reale e all’innovazione produttiva.
La redditività degli investimenti finanziari è stata garantita da una forte espansione dei profitti, generata dalla compressione dei costi del lavoro, dalla riduzione delle rigidità del mercato del lavoro, e dalla adozione di politiche di incentivazione aziendali ritagliate sulla compressione del debito pubblico destinato al welfare, e non certo da un incremento dei livelli produttivi.
Lo squilibrio generato in tal modo tra i soggetti della produzione ha prodotto nell’ultimo ventennio un gigantesco trasferimento di ricchezza verso le classi alte delle società più avanzate, interrompendo definitivamente la tendenziale propensione redistributiva dei precedenti sistemi sociali occidentali.
Quindici anni fa si parlava, ad esempio, della società dei due terzi, in cui l'ultimo terzo rappresentava la quota degli esclusi dal progresso sociale, civile ed economico; ora il rapporto si è invertito: due terzi sono gli esclusi e la loro percentuale è in costante crescita.
Venti anni fa il reddito medio dei lavoratori italiani era il terzo tra i paesi OCSE, ora è il ventitreesimo.
L’impoverimento progressivo del ceto medio è ormai una linea di tendenza consolidata, e la stessa mobilità sociale è divenuta un fenomeno in via di esaurimento, non solo in Italia.
La recessione in atto sta ora producendo pesantissimi effetti sul piano sociale, con la crescita della disoccupazione in tutti i paesi industrializzati, l’aumento della povertà nei paesi in via di sviluppo e una conseguente fragilità sociale che solo oggi comincia a essere percepita come un problema drammatico. Questo esito è favorito dalla permanenza di politiche del lavoro, omogenee a quel modello economico-finanziario dello sviluppo, che hanno reso sempre più precario il lavoratore e più instabile l’intero assetto sociale.
Questa visione del Liberismo - concretizzatasi storicamente a partire dalla rivoluzione tatcheriana e definitivamente consolidatasi dopo il crollo del” Socialismo Reale” - interpretato e praticato come un sistema nel quale “la mano invisibile del mercato”, operando come un gigantesco meccanismo di coordinamento, avrebbe assicurato che il perseguimento dell’interesse dell’imprenditore sarebbe coinciso con il benessere complessivo della società, è giunta al capolinea travolgendo una concezione della globalizzazione dei rapporti economici come processo estraneo al governo degli stati.
III
La Sinistra, in Italia come in generale in Europa, non è stata purtroppo in grado di opporsi con forza a tali dinamiche economiche e sociali. L’incapacità di proporre una valida alternativa programmatica all’attuale modello di sviluppo ha portato alla sconfitta quasi tutti i principali partiti del Socialismo europeo.
Ciò deve spingere tutta la Sinistra a compiere un’analisi profonda delle scelte fatte nel corso degli ultimi anni. Il successo ottenuto dalla Die Linke tedesca e dai Verdi in Francia, a tale proposito, deve essere attentamente valutato, pur con tutti i distinguo che dobbiamo fare rispetto a determinate posizioni di queste formazioni, per comprendere come la Sinistra debba assolutamente recuperare una sua alternatività al modello di rapporti economici e sociali entrato in crisi.
Appare evidente che un nuovo processo democratico di tale portata storica può essere ipotizzato esclusivamente attorno ad un progetto riformatore di trasformazione strutturale del sistema economico, che segni un sostanziale riequilibrio di potere e di reddito tra l’universo dei lavori e i centri del potere economico e finanziario, in grado di svincolare la vita dei cittadini dal totale assorbimento nelle logiche del mercato che caratterizza l’attuale fase della evoluzione delle società avanzate, in grado di rappresentare un potenziale alternativo modello di riferimento per i paesi emergenti e per il resto del mondo in via di sviluppo.
E’ in questo contesto che il Movimento Socialista Europeo - e con esso la Sinistra italiana - deve sapere individuare in autonomia le risposte progettuali che andranno a definire le assi di riferimento di un nuovo modello di Stato Sociale che sia adeguato a una diversa dimensione dello stesso concetto dello sviluppo e della crescita e sul quale ricostruire una nuova alleanza di consenso maggioritaria tra le classi, le generazioni e i gruppi sociali interessati a difendere e consolidare un nuovo sistema di garanzie sociali e democratiche.
Non occorre inventare nuove ideologie: basta sapere che la proposta politica ha senso, a Sinistra, se è il frutto di un’elaborazione di idee complesse all’interno di una visione socialista e democratica del mondo; il SOCIALISMO DEMOCRATICO va inteso, quindi, come il pensiero politico che si pone quale problema centrale quello di garantire progresso e interesse collettivo, accettando il modello dell’economia di mercato non come un totem, ma come un modello di sviluppo che può produrre una vera e stabile ricchezza per tutta la Società soltanto in presenza di politiche di controllo della qualità delle scelte e di tutela dell’ equilibrio sociale.
Il Socialismo così inteso, coniugato nella prassi politica da una partecipazione democratica effettiva, ha una capacità espansiva di cui si sono visti finora solo gli albori.
L’avvio di una nuova fase caratterizzata da una ricostruita forza progettuale del Socialismo riformatore, può permettere di trasformare in una grande occasione di innovazione sociale e di miglioramento della qualità dello sviluppo il rischio probabile di un progressivo declino dei tradizionali fattori della crescita economica delle società più avanzate.
IV
La presa d’atto che il mondo governato dal neoliberismo ci sta portando ad un punto di non ritorno, deve indurre la Sinistra italiana a non fare più concessioni su questioni come la redistribuzione del reddito e l’emancipazione dal bisogno, la tutela della pace, la cura del pianeta.
Allo stesso modo il rigore nella difesa degli interessi fondamentali di una società che vogliamo più libera e più giusta, ci consentirà di coniugare l’etica della responsabilità e della legalità con la eliminazione degli abusi dell’utilizzo del mercato; la valorizzazione del merito e la diffusione del sapere - come garanzia per una società aperta che associ le aspirazioni individuali con la tutela della eguaglianza delle opportunità - con il valore generale e cogente del principio dell‘inclusione sociale.
La difesa dei valori della laicità, la difesa dell’ideale di democrazia come valore fondante di ogni comunità sociale, nazionale e sovranazionale, e la riscoperta del principio di partecipazione politica, quale sinonimo di libertà, debbono tornare ad essere il patrimonio condiviso della Sinistra italiana.
Diviene nuovamente indispensabile una Sinistra che rilanci il ruolo dello Stato quale elemento di regolazione del libero mercato e come soggetto in grado di farsi carico delle necessità degli strati più deboli della popolazione, sostenendo i diritti di cittadinanza.
Una Sinistra che sappia recuperare un rapporto forte con i sindacati e col mondo del lavoro, un rapporto che una malintesa pseudosinistra di governo ha teso a trascurare in modo grave nel corso degli ultimi anni.
Una Sinistra che persegua la valorizzazione dei lavoratori del settore pubblico al fine di rendere più efficienti i servizi resi, rifiutando ogni forma di criminalizzazione dell’universo dei pubblici dipendenti.
Una Sinistra convinta che il ruolo della macchina pubblica deve essere rinforzato per sostenere la battaglia della legalità contro il lavoro nero e senza sicurezze, per reperire ulteriori risorse da destinare al sostegno di chi ne ha più bisogno attraverso una più efficace lotta all’evasione fiscale, oggi fonte della più alta disuguaglianza presente nel Paese.
Una Sinistra convinta che una forte e qualificata presenza dello Stato riporterebbe fiducia nelle istituzioni nelle zone del Paese dove prospera la criminalità organizzata.
Una Sinistra che riconosca le priorità e le emergenze sociali, dimostrando il coraggio di affrontare, insieme alla questione sociale del Nord, la questione mai risolta e ormai drammatica del Sud, che rischia di diventare, con l’acuirsi della crisi economica e sociale, un territorio abbandonato dalle popolazioni, prima ancora che dalla politica e dallo Stato.
Una Sinistra che abbia il coraggio di chiedere e pretendere, insieme al federalismo, una reale “parità” delle condizioni di partenza fra tutti i territori e le Regioni dello Stato, nelle infrastrutture, nella garanzia della legalità e della giustizia sociale, nella distribuzione delle risorse economiche, nel diritto al futuro.
Una Sinistra che abbia l’audacia di dire che, senza il rilancio dell’uguaglianza e pari dignità fra tutti i cittadini italiani, ogni processo federalista e autonomista sarà solo una resa implicita e drammatica alle mafie, alla corruzione, all’egoismo sociale, in ultima analisi a un modello sociale e di sviluppo che non ci appartiene, ma che, anzi, mortifica le ambizioni di giustizia e libertà dei singoli e delle comunità.
Una Sinistra che, forte delle lezioni del passato e del presente, prenda seriamente le distanze da ogni situazione opaca e di commistione fra poteri politici, istituzioni e “mafie” che sono spesso la prima causa del degrado sociale, economico e democratico del Paese.
V
La Sinistra italiana deve ritrovare il proprio tradizionale ruolo di forza motrice, sul piano politico e culturale, della società italiana .
Sinistra e Libertà, per la sua stessa natura, per il fatto di raccogliere al suo interno le diverse culture e sensibilità che storicamente hanno caratterizzato la Sinistra italiana, ha tutte le potenzialità per assolvere a questo compito, in quanto rappresenta il laboratorio politico di una concezione del riformismo socialista nuovamente proiettata a perseguire una trasformazione strutturale degli assetti economici e sociali, in grado di individuare un diverso modello di sviluppo,diversi parametri di riferimento della qualità della vita della società, e nuove regole di controllo sociale delle variabili economiche.
Sinistra e Libertà è già - sostanzialmente - il partito nuovo della Sinistra italiana, che propone non solo una diversa prospettiva di sviluppo ma, più in generale, un’offerta di società alternativa all’attuale, fatta di eguaglianza e di giustizia sociale, di sviluppo sostenibile, di investimenti nella ricerca scientifica e di valorizzazione dei talenti, di tutela e rafforzamento dei diritti sociali e civili.
Sinistra e Libertà deve ora divenire il partito di quella alleanza riformatrice tra il merito e il bisogno - sempre enunciata e mai realizzata - che deve essere alla base della società delle aspirazioni e delle opportunità a cui tende la grande maggioranza della popolazione italiana per chiudere una volta e per tutte la fase della cristallizzazione e della immutabilità dei rapporti sociali e di classe.
Sinistra e Libertà deve essere un soggetto politico aperto, oltre che ad altre organizzazioni politiche che ne condividano coerentemente il progetto, alla società, al mondo delle associazioni; continuamente in grado di aprirsi e di coinvolgere le forze sane e nuove del paese che oggi vengono relegate ai margini della società e che sono state virtualmente espulse dalla partecipazione politica dagli errori dei gruppi dirigenti che hanno guidato la Sinistra nel corso degli ultimi anni.
Sinistra e Libertà deve essere in grado di superare una politica fatta di leaderismo e di comunicazione esclusivamente televisiva, per tornare a proporre un rapporto tra i cittadini e la politica che sia coinvolgente e inclusivo. Una nuova forza politica della Sinistra che si deve contrapporre a qualsiasi manifestazione di quell’autentica e ipocrita forma di sub-cultura rappresentata dall’antipolitica, funzionale unicamente ai poteri dominanti nella sua capacità di disgregazione del corpo civile di un paese già confuso e disilluso dalla crisi della politica.
VI
Per trasformare una coalizione elettorale in un soggetto politico è importante che Sinistra e Libertà comunichi al più presto una proposta politica definita al paese.
Altrettanto necessario, indispensabile, è che si dica con chiarezza che SeL è un progetto irreversibile di lunga durata e non un mero artificio elettorale. Se così non sarà, se non saremo in grado di procedere in modo spedito sulla strada del partito nuovo, si perderà una grande occasione - molto probabilmente l’ultima - per rilanciare una politica realmente e coraggiosamente riformatrice nel nostro Paese.
Riteniamo pertanto che pensare a SeL come a una semplice Federazione sia un errore.gravissimo; riteniamo che sia una forma di miopia politica non capire che con Sinistra e Libertà migliaia di cittadini e di elettori hanno ritrovato il gusto dell’impegno politico in un soggetto politico ideale, nel quale si incontrano tutte le anime della Sinistra storica italiana, tutte con eguale dignità e diritti.
Offrire loro una semplice Federazione significa quindi smorzarne gli entusiasmi, riallontanarli di nuovo. Percepirebbero che SeL è in effetti un mero strumento di conservazione o riproposizione di un ceto politico. Questo significherebbe la fine del progetto.
Ciò di cui invece c’è bisogno è di consolidare nel processo unitario e costituente elementi di irreversibilità, di natura politica e organizzativa, attraverso la definizione di tappe certe, per arrivare entro l’inverno al congresso fondativo del nuovo partito di Sinistra e Libertà.
Un processo nel cui ambito i socialisti si impegnino a garantire l'effettiva partecipazione democratica dal basso, a partire dai circoli e dalle associazioni, in un contesto di inclusione e coinvolgimento nei processi decisionali. Il partito Sinistra e Libertà dovrà avere la sua organizzazione, non dovrà essere liquido e destrutturato. Le uniche primarie saranno quelle delle idee, non corse truccate per leadership inesistenti.
Riteniamo però che – insieme a questo – il partito Socialista debba procedere allo svolgimento del proprio Congresso, proprio in ossequio sia alle norme statutarie sia agli elementari principi di democrazia interna in grazia dei quali è necessario il coinvolgimento degli iscritti nel caso di scelte di importanza strategica. Tale è decidere il futuro del Partito.
Il ventilato tesseramento 2009 ha senso – quindi – solo nel caso di svolgimento entro l’anno del congresso nazionale.
VII
Noi che siamo orgogliosamente socialisti, ben sappiamo di giocare, nonostante le attuali modeste forze, un ruolo fondamentale nella costruzione e nell’ispirazione di questa nuova forza della Sinistra “che spera e ragiona”. Ma sappiamo anche che questa è l’occasione finale per far sì che il patrimonio di politica, di idealità, di capacità riformatrice dei socialisti italiani, non venga definitivamente disperso.
Proprio perché siamo orgogliosamente socialisti, dobbiamo essere in grado di osservare e constatare con chiarezza e disincanto la situazione che ci si prospetta.
Abbiamo creduto con forza e determinazione nella Costituente Socialista, progetto ormai definitivamente esaurito, vogliamo ora recuperare il cuore di quel nobile tentativo e lanciarlo oltre l’ostacolo.
C’è grande spazio per la storia, per le idee, per l’azione socialista, ma bisogna avere l’intelligenza di individuare la sua concreta collocazione politica.
Gli estensori e i firmatari di questo documento hanno individuato, senza tentennamenti, in Sinistra e Libertà il luogo di discussione ed elaborazione delle istanze socialiste.
Il Partito – oggi più che mai - non può essere una torre di Babele, in cui ogni autorevole dirigente, ogni piccolo gruppo di tendenza, ogni minimo gruppo di potere territoriale, rincorre un progetto differente, spesso pro domo sua.
Non c’è più spazio per alcuna piroetta socialista, se ve ne fosse un’altra sarebbe l’ultima, perché nessuno verrebbe più a tendere il telone di salvataggio sotto il trapezio.
E non si pensi - o non si giochi con la fiducia dei nostri elettori, dei nostri iscritti, dei simpatizzanti socialisti, che sono assai più di quanto il suffragio raccolto dal PS, ma in genere da SeL possa lasciar supporre - che rimandando continuamente l’appuntamento con le proprie responsabilità, si possa prender tempo per accasarsi a migliori condizioni nel PD.
E’ indubbio che con il Partito Democratico si dovrà andare a un confronto serrato, come d’altra parte con tutte le altre forze politiche del centro sinistra oggi all’opposizione, e che è impensabile pensare di poter prescindere da quell’organizzazione che raccoglie il maggior numero di cittadini e suffragi a sinistra; ma ciò che accade nel Partito Democratico accade nel Partito Democratico e non ci riguarda, non riguarda le nostre scelte fondamentali, se non per la corretta analisi politica che sulle sue vicende va costantemente compiuta.
Ogni tanto sentiamo dire “dobbiamo aspettare il congresso del PD”. Ebbene, nessun congresso del PD, per quanto importante, per quanto decisivo, lo è abbastanza da fermare e rallentare il cammino dei socialisti e della nuova Sinistra italiana.
VIII
Non possiamo non denunciare le non poche zone opache nella corretta gestione democratica del nostro Partito, i piccoli interessi territoriali, le infinite infrazioni allo Statuto.
Parliamo di questo rarissimamente e frettolosamente convocato CN, svuotato così dei suoi poteri e della sua autorevolezza; delle cooptazioni decise verticisticamente e senza un criterio comprensibile, in Direzione, in Segreteria, nello stesso Consiglio Nazionale.
Parliamo - ad esempio - dell’incredibile situazione del Partito di Roma e Lazio e di Livorno-Collesalvetti. I congressi, nel primo caso sono stati dichiarati illegittimi dalla Commissione Nazionale di Garanzia, il cui deliberato è stato completamente disatteso, mentre nel secondo caso i compagni, che hanno vinto il congresso con il 63%, non hanno potuto governare il loro territorio “grazie” al Segretario Regionale che ha commissariato il Direttivo territoriale senza alcuna ragione e, soprattutto, pur non avendone - da Statuto - i poteri.
Per amore d’unità, per la passione che ci contraddistingue e che abbiamo riversato nelle nostre attività nel Partito, abbiamo tollerato situazioni oggi non più sopportabili.
Ci siamo dati liberamente delle norme che regolano la vita interna del Partito. Dandocele abbiamo inteso che non sono mere dichiarazioni di principio, non sono carta straccia ma rappresentano le basi per una corretta vita associativa.
Rispetto delle regole, Trasparenza, Democrazia interna, Apertura al confronto sono elementi costitutivi e irrinunciabili dell’essere socialista. E’ paradossale che vengano trascurati proprio dal e nel partito socialista.
________________________________________________________________________________
Il Consiglio Nazionale del Partito Socialista approva il seguente
Ordine del Giorno
• Il Congresso Nazionale è la sede del confronto democratico tra gli iscritti sul futuro del Partito. Il tesseramento 2009 è valido solo in funzione del congresso nazionale, da tenersi entro l’anno.
• Parallelamente al tesseramento per il Partito Socialista è avviata – insieme e di concerto alle altre forze politiche che hanno dato vita a SeL – la campagna di adesione a Sinistra e Libertà, così da coinvolgere quanti credono in questo progetto pur non provenendo da nessuno dei partiti, organizzazioni e movimenti che hanno contributo a darle vita.
• Le deliberazioni della CNG si intendono immediatamente operative. Commissioni paritetiche e rappresentative delle articolazioni del PS saranno incaricate di gestire la fase transitoria in assenza di legittimi organismi dirigenti
• Nell’assemblea di Sinistra e Libertà convocata per settembre il Partito Socialista si farà portavoce della necessità di procedere nel percorso verso il partito, attraverso la definizione di tappe intermedie delle quali sia prioritariamente fissata la data, al fine di arrivare allo svolgimento del congresso fondativo di Sinistra e Libertà prima delle elezioni regionali del 2010.
Hanno sottoscritto il documento i seguenti componenti del Consiglio Nazionale del Partito Socialista:
Marco Andreini
Enrico Antonioni
Franco Bartolomei
Ivo Costamagna
Carmela De Simone
Anna Falcone
Massimo Giorgi
Marco Lang
Bebo Moroni
Sandro Natalini
Andrea Pisauro
Enrico Ricciuto
Pino Stella
Pierluigi Camagni
Componenti della Commissione Nazionale di Garanzia
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Re: CN Del PS: Avanti Con Sinistra E Libertà
Alessandro Silvestri scrive:
" Lasciamo volentieri a Raffaele Mauro, dall'alto dello 0,15% ottenuto quest'anno alle provinciali nel collegio di Terracina I, di fare il maggiordomo a questa "dirigenza" mafiosa in sedicesimo...."
Provocazione vedo non raccolta da altri ! Ma voglio ritornarci ricordando ad Alessandro di ritornare su alcune mie dichiarazioni relativamente al disimpegno socialista su Terracina ma anche su altre città della provincia per lasciarle alla lista di Sinistra pro PD ! Non mi pare che abbia fatto meglio il candidato di Sinistra per Latina che doveva fare incetta a man bassa di voti, viso che il camo era sguarnito ! Il mioimegno per Sinistra e Libertà è stato massacrante, come ampiamente documentato, e se Alessandro Battilocchio avesse accolto la mia richiesta di entrare nel suo staff le cose sarebbero andate meglio e non solo a Terracina ! E' appena il caso di dire che per avere qualche manifesto di Alessandro ho dovuto penare ! L'impegno socialista è stato tutto, ma proprio tutto concentrato sulle situazioni di forza e questo ha portato ad avere il sindaco a Bassiano e ad Aprilia ! Ma notevole è stato l'impegno nella lista alle Provinciali con la riconferma negli scorsi giorni della linea Guidi ! E questo porta al consolidamento di una tendenza alla conservazione di una forza dell'1,5% che è a dir poco preoccupante. Tu mi descrivi come maggiordomo di una "dirigenza" mafiosa in sedicesimo. E qui ti manca il coraggio di fare nomi e cognomi, ma te ne vai sul generico ("dirigenza" mafiosa in sedicesimo) qualificando questo intervento in modo non certo propositivo !
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Re: CN Del PS: Avanti Con Sinistra E Libertà
Caro Raffaele, continua pure a farti pubblicità, se credi che sia una buona pubblicità.
Dal canto mio sono adulto e vaccinato e cerco di essere sempre presente e conseguente alle mie azioni. Se qualcuno ritiene di essere disonorato o calunniato sa quali sono gli strumenti per adire alle vie conseguenti.
Sono tra i pochi dal giorno dopo il congresso di Montecatini, a fare una dura opposizione a Nencini e alla segreteria che lo sostiene (anche se valuto le differenti posizioni che vi sono al suo interno) non sarà servito a nulla, ma almeno ho la coscienza a posto.
Dopo la farsa dell'11 luglio, non potrò che continuare se possibile con maggior impegno. Io se qualcuno avesse detto con stizza e cattiveria (come ha fatto Nencini) "Silenzio! Qui non siamo mica alla Garbatella!" non avrei lasciato correre...
Che dire poi di Biscardini che ha pure denunciato le palesi violazioni allo statuto? Che ha fatto si è dimesso per protesta o è ancora al suo posto?
Eccoti servito se volevi un po' di nomi (pur se furbescamente, perché non puoi far finta di non sapere)....
Ora invia come tua abitudine, quello che scrivono e pensano i compagni (anche se magari lo fanno in privato) a chi ti pare se credi in questa maniera di acquisire un qualche supposto vantaggio....altro che nel "comitato Battilocchio" andresti messo....
____________ "Il destino di una società, dipende sempre da minoranze creative"
Arnold Toynbee.
Caro Raffaele, continua pure a farti pubblicità, se credi che sia una buona pubblicità.
Dal canto mio sono adulto e vaccinato e cerco di essere sempre presente e conseguente alle mie azioni. Se qualcuno ritiene di essere disonorato o calunniato sa quali sono gli strumenti per adire alle vie conseguenti.
Sono tra i pochi dal giorno dopo il congresso di Montecatini, a fare una dura opposizione a Nencini e alla segreteria che lo sostiene (anche se valuto le differenti posizioni che vi sono al suo interno) non sarà servito a nulla, ma almeno ho la coscienza a posto.
Dopo la farsa dell'11 luglio, non potrò che continuare se possibile con maggior impegno. Io se qualcuno avesse detto con stizza e cattiveria (come ha fatto Nencini) "Silenzio! Qui non siamo mica alla Garbatella!" non avrei lasciato correre...
Che dire poi di Biscardini che ha pure denunciato le palesi violazioni allo statuto? Che ha fatto si è dimesso per protesta o è ancora al suo posto?
Eccoti servito se volevi un po' di nomi (pur se furbescamente, perché non puoi far finta di non sapere)....
Ora invia come tua abitudine, quello che scrivono e pensano i compagni (anche se magari lo fanno in privato) a chi ti pare se credi in questa maniera di acquisire un qualche supposto vantaggio....altro che nel "comitato Battilocchio" andresti messo....
Se c'è uno che si fa pubblicità, con la compiacenza di Crucetto e del buon Lanfranco, sei tu !
Io non sono membro del CN e quindi non mi piaceva fare la gallina starnazzante, sono stato invitato e ne sono onorato ! Molto bello fare la battaglia a Nencini da Rabat !! Non pensavo che ti rifessi ai dirigenti nazionali, Alessandro ..... sono poco furbo, evidentemente, ma anche modesto ! Io saprei dove metterti ma i censori di questo sito me la passeranno ?
" Lasciamo volentieri a Raffaele Mauro, dall'alto dello 0,15% ottenuto quest'anno alle provinciali nel collegio di Terracina I, di fare il maggiordomo a questa "dirigenza" mafiosa in sedicesimo...."
Provocazione vedo non raccolta da altri ! Ma voglio ritornarci ricordando ad Alessandro di ritornare su alcune mie dichiarazioni relativamente al disimpegno socialista su Terracina ma anche su altre città della provincia per lasciarle alla lista di Sinistra pro PD ! Non mi pare che abbia fatto meglio il candidato di Sinistra per Latina che doveva fare incetta a man bassa di voti, viso che il camo era sguarnito ! Il mioimegno per Sinistra e Libertà è stato massacrante, come ampiamente documentato, e se Alessandro Battilocchio avesse accolto la mia richiesta di entrare nel suo staff le cose sarebbero andate meglio e non solo a Terracina ! E' appena il caso di dire che per avere qualche manifesto di Alessandro ho dovuto penare ! L'impegno socialista è stato tutto, ma proprio tutto concentrato sulle situazioni di forza e questo ha portato ad avere il sindaco a Bassiano e ad Aprilia ! Ma notevole è stato l'impegno nella lista alle Provinciali con la riconferma negli scorsi giorni della linea Guidi ! E questo porta al consolidamento di una tendenza alla conservazione di una forza dell'1,5% che è a dir poco preoccupante. Tu mi descrivi come maggiordomo di una "dirigenza" mafiosa in sedicesimo. E qui ti manca il coraggio di fare nomi e cognomi, ma te ne vai sul generico ("dirigenza" mafiosa in sedicesimo) qualificando questo intervento in modo non certo propositivo !
E ritorno sul dato di Terracina I. I voti che ho preso in questo collegio sono quelli previsti. La mia disponibilità l'ho data per Terracina 2 che è il collegio del centro. I radicali e i socialisti che mi vogliono bene hanno eletto Rossano ALLA del PD ! Questo è avvenuto da parte di tutti i compagni iscritti. Nel Collegio Terracina 3 che comprende San Felice Circeo sono stato esentato dal far propaganda. Mi sono cncentrato solo sulle europee senza che a nessuno, Battilocchio in primis abbia interessato più di tanto. Battilocchio omunque ha preferito concentrare le sue energie in alcuni centri importanti e privilegiando il rapporto con i giovani. Se avesse accettato la mia collaborazione non avrebbe avuto da pentirsi. Quando ho portato Rutelli o Pannella a Terracina c'è stato il pieno in piazza ! Se qualche dirigente nazionale fosse venuto l'avrei assicurato ! Moltissimi miei lettori hanno riconfermato il voto radicale alle Europee ! Se avessi deciso di presentarmi con Marco mi sarei risparmiato una grande quantità di insulti, avrei fatto la campagna contro manifesto selvaggio, avrei portato Marco a Terracina, mi sarei preso una grande quantità di voti. Non l'ho fatto, perchè mi chiamo Raffaele MAURO. Senza nulla togliere a chi ha preferito invece comportarsi diversamente, come lo stimato compagno SBRRA !
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Re: CN Del PS: Avanti Con Sinistra E Libertà
E forse varrebbe la pena di seguire il sindaco socialista di Aprilia Domenico D'ALESSIO ! La terra pontina è tutta da scoprire ! Non a caso D'ALESSIO ha avuto radicali in lista !!
La data di oggi è 31 Luglio 2010, 05:15 • Tutti i fusi orari sono UTC + 1 Hour [Ora Legale]
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