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[LeRagioni.it]Dibattito Macaluso-Petruccioli
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Crucio

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 [LeRagioni.it]Dibattito Macaluso-Petruccioli
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#1 09 Febbraio 2010, 16:24 |
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Crucio

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 Re: [LeRagioni.it]Dibattito Macaluso-Petruccioli
Pd e bipolarismo – di Claudio Petruccioli
Caro Emanuele, mi è venuta la voglia – e ne sento anche, un po’, la necessità – di comunicarti quel che penso davvero su un argomento di cui parlano tutti; anche noi due, quando ci vediamo. Il Pd è finito? Stando a quel che pensano e dicono in tanti – e non pochi anche fra i dirigenti di quel partito – resterebbe da stabilire solo il quando e il come; non se la fine ci sarà.
Ecco: io non la penso così. Sono anzi convinto del contrario: che il PD non sia affatto finito; e che, se è stato difficilissimo costituirlo, sarà ancora più difficile disfarlo, cancellarlo dalla scena politica. A me piace dichiarare le mie previsioni, meglio se a ridosso degli eventi sui quali mi esercito; cosicché chi mi ascolta non abbia tempo per dimenticarle e possa, quindi, verificare se i fatti le accreditano o le smentiscono. Un po’ come a bridge, dove all’inizio di ogni smazzata devi “licitare” il numero di prese che farai; e – ovviamente – se ne fai meno, perdi.
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#2 09 Febbraio 2010, 16:26 |
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Crucio

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 Re: [LeRagioni.it]Dibattito Macaluso-Petruccioli
Macaluso risponde a Petruccioli
Caro Claudio,
nella lettera che mi hai indirizzato dici: “Qualcuno (non ricordo chi), non molto tempo fa ha osservato che da anni, nella sinistra italiana, di fronte a insuccessi e incapacità non si cambiano i dirigenti ma i partiti, e i dirigenti restano più o meno gli stessi”. Quel “qualcuno” sono io e quel passo si trova nel libro “Al capolinea” che scrissi nel momento in cui nasceva il Pd. Debbo dirti, non ti stupire, che in parte sono d’accordo con te: il Pd non è finito “sta lì come un grande territorio picchettato e nominato”. E’ il territorio che nelle democrazie, bene o male, occupano le opposizioni che hanno una consistenza. Tuttavia noto che il partito di Di Pietro c’è, e ha consensi anche all’interno del Pd; l’Udc di Casini c’è, con i due forni accesi. E il Pd perde pezzi e pezzetti, da Rutelli alla Binetti, dimostrando che l’amalgama non è riuscito. Il bipolarismo regge ma il bipartitismo è un miraggio: la Lega condiziona sempre più Berlusconi e il Pd cerca soci, alla sua destra e alla sua sinistra. E’ vero, caro Claudio, il “territorio” c’è, ed è quello che dovrebbe e potrebbe occupare una forza alternativa alla destra: è la legge fisica dell’alternativa.

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#3 09 Febbraio 2010, 16:27 |
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Crucio

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 Re: [LeRagioni.it]Dibattito Macaluso-Petruccioli
Petruccioli risponde
Caro Emanuele.
Grazie per l’attenzione e per avermi ricordato che il “qualcuno” sei tu. Come vedi, le cose che scrivi mi restano impresse; anche se mi capita di perdere il nome dell’autore. Io ho fatto solo una analisi, una diagnosi: non prevedo una rapida fine (evaporazione, smembramento, drastico restringimento, dillo come vuoi) del PD. Sul PD non incombe questo pericolo. Può, invece, restare incolto, inerte inadeguato; anche per un tempo non breve; ma non scomparirà. Mi sembra che, sulla sostanza, convieni anche tu
Aggiungi un invito a lavorare affinché la evidente crisi del PD risulti “virtuosa” e non “rovinosa”; e a tal fine auspichi un dibattito che coinvolga tutte le forze che ritengono ancora possibile e utile che in Italia ci sia una grande sinistra e una coalizione di centrosinistra. Senza equivoci e con chiarezza. Giusto: “sinistra”, “centrosinistra”, con il trattino, senza trattino ecc. ecc. Che confusione! Da anni i dibattiti sono segnati da queste formule.
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#4 09 Febbraio 2010, 16:28 |
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Crucio

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 Re: [LeRagioni.it]Dibattito Macaluso-Petruccioli
Dibattito Macaluso-Petruccioli: Contributo di Turci.
Caro Claudio
non mi sembra che ti esponi troppo scommettendo sulla persistenza ,dopo le elezioni, di quello che tu chiami un “grande territorio individuato,picchettato e nominato”,territorio che peraltro tu stesso non sapresti come definire più precisamente. Ha ragione Emanuele quando ti ricorda che quel territorio corrisponde alla “legge fisica dell’alternativa”.Il problema è che cosa quel territorio è in grado di produrre e in che cosa consistano quelle che tu chiami”le cose di cui si avverte da tempo la necessità”.Tu non le nomini,sembri darle per scontate. Credo invece che da qui occorrerebbe avviare il discorso. Siamo sicuri che il PD abbia un programma e una cultura, a monte, adeguati alla crisi che stiamo vivendo?Mi riferisco per comodità alla bella,chiara e elegante relazione che il nostro amico Michele Salvati ha presentato al recente convegno di Cortona di Area democratica. Tralascio la sua preferenza per un sistema politico bipolare che dovrebbe essere ricondotto a un sistema sostanzialmente bipartitico attraverso la camicia di forza della legge elettorale. Cosa in cui come dice Macaluso desideri e realtà non dimostrano netti confini. Mi preme invece sottolineare come ,definita esaurita la tradizione socialdemocratica e con essa le “critiche di principio al capitalismo”,Salvati arrivi poi alla conclusione “disperata”che sul piano macroeconomico le possibili proposte della sinistra sono difficilmente distinguibili da quelle della destra ,salvo lo spregiudicato antimercatismo di Tremonti indigeribile per la sinistra.

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#5 09 Febbraio 2010, 16:29 |
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turci_l

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 Re: [LeRagioni.it]Dibattito Macaluso-Petruccioli
caro antonio di critiche al neoliberismo si nutre tutto il dibattito della sinistra nel senso largo che piace a te a livello internazionale,compresi i liberal americani quali krugman.stigliz etcc.Della subalternità di molta parte del socialismo europeo all’onda apparentemente inarrestabile del neoliberismo degli ultimi 15 anni(salvo il patatrac della crisi attuale)si discute da un pò di tempo anche in italia in ambienti un pò più vasti di quelli bertinottiani(troppo onore a bertinotti!).Ti cito solo per l’italia il libro di berta e quello di biasco,nonchè una infinità di articoli su riviste quali mondo operaio,le ragioni del socialismo e italiani europei nel cui numero 4 del 2009 ti segnalo anche l’editoriale di d’alema.Quanto alle politiche economiche schiettamente liberaldemocratiche che si sarebbero dovute un pò compromettere con lo stato per colpa della crisi,mi pare una lettura talmente di destra da farmi dubitare,se fosse,come temo,molto diffusa nel pd,sulle sorti di questo partito ben al di là del salutare “tutti a casa” che tu invochi per i suoi maggiorenti
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#6 10 Febbraio 2010, 21:15 |
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