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Lettera Aperta Di Massimo Mezzetti, SD
Alcuni di noi dicono queste cose da 5-6 mesi, adesso che il giocattolo si è quasi definitivamente rotto, grazie ai fondamentalisti del partito subito e ad ogni costo, ci si accorge dei danni enormi fatti.
Si sarebbe potuta ( e forse si potrebbe ancora) tranquillamente costruire una federazione di soggetti diversi, uniti da un denominatore comune, all'interno di questo soggetto si sarebbe potuto costituire un partito unico tra coloro che si fossero sentiti già pronti.
L'idea arrogante e sempliciotta invece di annettersi gli altri per costruirsi il proprio partitino su misura, con giochini e giochetti che, come dice Mezzetti, sono (o dovrebbero essere) riconoscibili a distanza, ha portato allo stallo attuale.
Solo con uno scatto di saggezza e generosità se ne potrebbe ancora uscire, ma il tempo ormai è quasi scaduto.
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Caro Claudio, caro Fabio, cari compagni e care compagne di Sinistra Democratica….
Lettera aperta a Fabio Mussi, Claudio Fava e a tutti i compagni e le compagne di SD.
Caro Claudio, caro Fabio, cari compagni e care compagne di Sinistra Democratica,
ho scelto di non scrivere un intervento ma una lettera aperta perché quello che ho da dire è un discorso rivolto prima di tutto a noi, a quelli che, come me, hanno sentito e sentono di appartenere a una comunità. Una comunità di uomini e di donne che poco più di due anni fa hanno deciso insieme di cominciare una nuova avventura, un nuovo percorso politico consapevoli di tutte le difficoltà e i rischi che esso comportava ma anche carichi di entusiasmo e di speranze. La stragrande maggioranza di noi visse la sofferenza della separazione da una storia collettiva che si intrecciava con tante storie personali, affetti, amicizie. Ma il 5 maggio del 2007, a Roma, vivemmo anche la sensazione di libertà, di liberazione da un clima ormai soffocante e deprimente che da tempo vivevamo in un partito che mal ci sopportava e mal sopportava quanti si permettevano di esprimere anche solo dubbi e perplessità rispetto a quelle che dovevano essere le magnifiche sorti e progressive del futuro partito democratico. E l’emozione fu ancora più grande nel constatare che eravamo in tanti, gagliardi, entusiasti. Cresceva in noi la consapevolezza che avremmo potuto essere una cosa davvero significativa nel panorama politico italiano; che avremmo davvero potuto occupare uno spazio politico che il nascente PD si apprestava di fatto ad abbandonare e che il massimalismo identitario non aveva mai saputo colmare. Rifiutammo però la tentazione e la presunzione di “fare da soli”. Pensammo, possiamo oggi dire che ci illudemmo, che la consapevolezza nostra potesse diventare anche quella dei gruppi dirigenti delle altre formazioni politiche della sinistra e che insieme si potesse finalmente aprire un discorso nuovo, una nuova narrazione, per usare un termine oggi in voga. Le cose sappiamo come sono andate successivamente ed è inutile che io stia qui a fare i cahiers de doléances .
Arriviamo all’oggi. Vi avviso subito che non userò il linguaggio della diplomazia. Non tirerò di fioretto. Credo che ci siano momenti in cui sia giusto essere spietati, prima di tutto con se stessi. Userò il linguaggio nudo e crudo del realismo. Ovvio che non pretendo che il mio punto di vista abbia valore assoluto. Dirò cose che in questi mesi mi sono limitato a riferire solo negli organismi dirigenti. Ritenevo fosse giusto così. Sono cresciuto alla scuola di quelli che pensano tutto quello che dicono ma che forse è un bene non dire sempre tutto quello che pensano in pubblica piazza.
Sinistra Democratica si è messa generosamente a disposizione di tutti i tentativi di costruzione di un soggetto unitario per una nuova sinistra italiana. In questo lungo e spesso penoso tragitto tante compagne e tanti compagni si sono persi. C’è chi ha pensato fosse più utile tornare sui suoi passi, chi si è messo alla finestra in attesa di tempi migliori, chi ha perso del tutto la fiducia e ha dismesso l’impegno.
Oggi siamo davanti ad un bivio, forse l’ultimo bivio. E’ il momento più delicato della nostra giovane storia. Ci arriviamo sfibrati, debilitati, stanchi. Nell’ultimo anno e mezzo, Sinistra Democratica sembra aver fatto di tutto non per biodegradarsi ma per autodemolirsi. Non abbiamo più svolto un nostro tesseramento (nonostante lo stabilisse lo statuto e una risoluzione del Consiglio Nazionale di un anno fa). Abbiamo svuotato di senso e significato il ruolo degli organismi dirigenti in favore di una direzione politica di fatto sempre più solipsistica o, al massimo, ristretta a pochissime persone con scarsissimo rapporto con le esperienze del territorio. Nella mia doppia veste di dirigente nazionale e territoriale ho spesso vissuto la profonda discrasia fra gli oggetti in discussione e l’approccio a essi nelle discussioni “romane” e, viceversa, la qualità e quantità di problematiche espresse dal territorio. Non è, quest’ultima, una prerogativa negativa della sola Sinistra Democratica. Mi ha colpito profondamente, ad esempio, l’assemblea nazionale di Roma del 3 luglio di Sinistra e Libertà in cui, all’indomani delle elezioni, non un solo intervento fece minimamente accenno alle elezioni amministrative che, nello stesso giorno di quelle europee, avevano coinvolto migliaia di comuni e metà delle province italiane e dunque, migliaia di uomini e donne candidate (e spesso elette) nelle tante liste della Sinistra. Un bacino di risorse umane e intellettuali, quasi sempre senza una appartenenza specifica ad una delle formazioni politiche di SeL, che da sole sarebbero bastate a dare corpo ad una base solida e certificata di riferimento per la costruzione di un soggetto politico nazionale.
Dopo il 3 luglio c’è stato il 20 settembre a Bagnoli. Si è trattato in entrambi i casi di occasioni perse. Palestre oratorie in cui si è dato sfogo a ragionamenti, pulsioni, emozioni il cui unico esito, anche e soprattutto per mancanza di direzione politica di cui tutti, chi più e chi meno, siamo responsabili è stata la produzione di editti che promulgano regole su regole, spesso schizofreniche e contraddittorie fra loro. Regolamenti, decreti ingiuntivi che nascondono, neppure tanto elegantemente, la totale assenza di politica. Dall’assemblea di Bagnoli ad oggi non esiste un solo atto o documento unitario del coordinamento nazionale di SeL che si esprima su un qualunque nodo o fatto politico. Riunioni su riunioni convocate sugli organigrammi o sulle regole. Non ho mai visto nascere un partito dalle alchimie regolamentari né da codici. I partiti sono un impasto particolare di politica, passioni, emozioni, storie individuali e collettive che si incrociano e costruiscono un humus politico e culturale comune. E’ quello che molti di noi rimproveravano ai nostri ex compagni di partito quando discutevamo del futuro PD. Abbiamo contestato e continuo a contestare un’idea futurista della politica in cui l’azione precede il pensiero. Nel frattempo abbiamo perso per strada i Verdi e ci apprestiamo a separarci anche dai Socialisti. In questo qualcuno vede del buono. Certo, non mi nascondo l’esistenza di divergenze politiche reali e potenziali, anche molto forti. Ma vorrei, appunto, che eventuali divisioni e/o separazioni avvenissero su queste. E invece, su cosa ci stiamo separando? Sulle regole?!? Dov’è la politica? Ci avviamo, personalmente lo faccio molto stancamente, verso l’ennesima assemblea nazionale: il 19 e 20 dicembre a Roma. Sarà un’Assemblea programmatica, come stabilito a Bagnoli, o costituente, come evocato successivamente all’esito del congresso dei Verdi? Costituente di cosa? Con quali idee? Quali proposte? Cosa ci tiene insieme? Chi sta insieme? Ciò che eventualmente nascerà, sarà presente alle elezioni regionali e si presenterà in tutte e 13 le regioni in cui si vota con lo stesso simbolo e nome? Con quali alleanze andremo alle regionali (se ne leggono di tutti i colori!)? Forse sarò controcorrente o forse sono figlio di un’altra idea della politica ma, come ho detto, a me questo modo di procedere ricorda molto quello da cui sono fuggito: la nascita del PD e francamente e amaramente non ci trovo nulla di bello e temo che così non andremo molto lontano! Prendo atto che ci sono molti che si irritano al solo sentire porre questi problemi, che ritengono che sia tempo perso parlare di queste cose e che, al contrario, si deve procedere spediti, senza indugi. Ma verso cosa?!? Diciamoci la verità, smettiamola di prenderci in giro e di procedere con l’inganno occultando i problemi o sperando che le forzature possano piegare in seguito le dure ragioni della politica. E nessuno pensi di usare le legittime aspirazioni di tante centinaia di persone che nei territori si stanno impegnando nella nascita di circoli, associazioni, embrioni della nuova formazione politica per forzare la mano di questo difficile e complicato percorso costituente.
In questa storia, mentre Sd ha ancora una volta messo se stessa generosamente a disposizione, altri attori hanno svolto diverse parti in commedia e la somma di ambiguità, di equivoci, di non detto - a cui anche noi abbiamo contribuito - ci hanno portato all’attuale situazione che personalmente reputo assai negativa, per usare un eufemismo.
Qual è la prospettiva che ora si presenta davanti a noi? Non si è mai voluta prendere in considerazione l’idea di fare di SeL, in una fase intermedia, una federazione di soggetti politici e di nuove soggettività. Dov’era lo scandalo?!? La Linke non è ancora un partito e questo non gli ha impedito di conseguire successi. All’interno di questo percorso alcune forze, già in condizione di farlo, avrebbero potuto avviare un processo di unificazione tra loro e altre avrebbero potuto compiere un processo unitario senza strappi al loro interno. Vale per i Verdi come per i Socialisti. Si è preferito e si preferisce ancora oggi il tutto e subito. Il risultato sarà il poco, male e tardi. Ci avviamo a dare vita, se mai ci riusciremo, ad un soggetto politico che, dobbiamo essere sinceri con noi stessi, non sarà e, molto probabilmente, non potrà neppure chiamarsi Sinistra e Libertà. Non lo sarà perché il progetto politico di SeL era altra cosa da quello che sta per nascere e al quale, spero di sbagliarmi ma non credo, non sarà consentito l’uso del nome e del simbolo. Poi, se qualcuno vorrà avventurarsi in un lungo contenzioso legale per ritrovarsi a febbraio senza simbolo e nome, si accomodi pure. Torno dunque a ripetere: che natura avrà questo soggetto politico? Quali saranno le sue alleanze? E la sua collocazione europea? Quello che io penso è che qualcuno ha idea di costruire il proprio giocattolo con le forze e le risorse umane di cui Sinistra Democratica - l’unica che può ancora vantarne significativamente - è ancora a disposizione. Chi ha scelto in questi anni di investire il suo tempo, le sue risorse, il suo impegno in Sinistra Democratica non lo ha fatto certo per approdare in un partitino che alla vocazione maggioritaria del PD risponde con una vocazione plebiscitaria (come si è visto a Bagnoli). Un partitino massimalista, extraparlamentare, con tutti i vizi tipici del minoritarismo che trascina con sé chi, valendo 10, pretende, con giochini e giochetti che i meno giovani fra noi sanno riconoscere a distanza, di contare per 60. Né, dopo il fallimento dell’esperienza di Sinistra Arcobaleno, molti di noi possono accettare l’idea di riprendere in considerazione un’alleanza elettorale con chi in quell’esperienza non ha creduto e ha decisamente contribuito ad affossarla subendo un’ulteriore torsione identitaria e ideologicamente non condivisibile. Eppure abbiamo letto anche questo in questi giorni e non capisco il rifiuto, giusto, a intendere SeL come cartello elettorale per proporcene un altro ancora più estraneo a questo progetto politico.
Se questo doveva essere il traguardo finale della nostra storia, tanto valeva fare il Partito di Sinistra Democratica due anni fa e, non lo dico provocatoriamente, tanto varrebbe farlo ancora oggi. Forse abbiamo sempre creduto troppo poco in noi stessi. E’ venuto il momento di ritrovare le ragioni politiche per le quali siamo nati come SD. Ritrovare noi stessi per non perderci. Perché dobbiamo fare un congresso per lo scioglimento e non invece uno per rifondare e rilanciare l’idea, i contenuti e la politica di Sinistra Democratica? Abbiamo un’organizzazione che ancora, bene o male, è ramificata su tutto il territorio nazionale, abbiamo sedi, uno statuto, un’elaborazione politica che abbiamo riposto nel baule in favore di un estenuante e inconcludente percorso. Questa è la mia proposta, alternativa ad un’altra, quella che s’avanza, che ritengo avventurista e priva della trasparenza e chiarezza necessaria. La rinascita di una nuova Sinistra che si fondi non sullo scioglimento ma sulla ricostruzione del nostro progetto originario, un rilancio convinto e orgoglioso aprendo porte e finestre, come sul dirsi, a tutti coloro i quali si riconoscono nella necessità di dare vita ad un moderno partito della sinistra italiana ed europea, ecologista, per un’alternativa di governo del Paese. Chiamiamoli ad aderire e partecipare a pieno titolo alla vita e alla direzione politica di SD. Contestualmente, Sinistra Ecologia e Libertà rimanga uno spazio comune, decidendo insieme le forme e i modi dello stare insieme, in cui è possibile continuare a coltivare una prospettiva di medio periodo più ambiziosa di quella che rischia di realizzarsi oggi a ranghi ridotti e rompendo definitivamente i rapporti fra gli originari soggetti fondatori.
Contemporaneamente mettiamo in campo di un’offensiva a tutto campo verso le altre forze politiche del centro sinistra, a partire dal PD. Il neo segretario di questo partito ha, come forse è naturale che sia, assunto su di se il ruolo di dominus delle future alleanze. Rimaniamo in attesa dell’esito delle sue girandole di incontri e delle sue future mosse o assumiamo noi un’iniziativa politica? Bersani ha detto, in più occasioni in queste settimane, che vuole superare la vocazione maggioritaria e che è sua intenzione riaprire il cantiere de L’Ulivo. Bene, andiamo a vedere le carte! Che cosa vuol dire questo? Bersani dica cosa farà il Pd nei confronti del progetto di legge Calderisi che vuole introdurre lo sbarramento del 4% nelle elezioni regionali, provinciali e comunali. Assumiamo un’iniziativa politica perché l’impegno per il rilancio de L’Ulivo trovi un’immediata e concreta traduzione e vada oltre l’evocazione di un obiettivo. Strutturiamo l’Ulivo già in occasione delle elezioni regionali valorizzando il contributo autonomo, culturale e politico, che i singoli soggetti politici vi possono portare.
Una tale direzione di marcia richiederebbe però un cambio di marcia radicale dei e nei gruppi dirigenti, a partire dal gruppo dirigente nazionale. Credo sia venuto il momento, senza infingimenti, di porre questo tema e di aprire su questo punto una riflessione seria e onesta fra noi.
Massimo Mezzetti
Coordinatore SD Emilia-Romagna
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Re: Lettera Aperta Di Massimo Mezzetti, SD
Il cuore del messaggio e del ragionamento (comprensivo di tardivo "mea culpa") di Mezzetti, a mio avviso, è tutto qui:
"direzione politica di fatto sempre più solipsistica o, al massimo, ristretta a pochissime persone con scarsissimo rapporto con le esperienze del territorio. Nella mia doppia veste di dirigente nazionale e territoriale ho spesso vissuto la profonda discrasia fra gli oggetti in discussione e l’approccio a essi nelle discussioni “romane” e, viceversa, la qualità e quantità di problematiche espresse dal territorio".
Per me, sempre più convinto assertore di "SeL partito subito" ciò non significava e non significa "integralismo da tutto e subito", bensì REALISMO INTELLIGENTE volto ad evitare e superare in maniera netta i prevedibilissimi ed interessati giochi di vertice (o meglio "di casta politica") ed a creare una struttura nuova nell'unico modo serio e potenzialmente fruttifero possibile oggi in Italia cioè quello APERTO E DAL BASSO DEI TERRITORI.
____________ Mario Francese, socialista
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Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere. (Mohandas Karamchand Gandhi)
La Politica si fa con i sentimenti, non con i risentimenti (Pietro Nenni)
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Re: Lettera Aperta Di Massimo Mezzetti, SD
Chissà come, chissà perchè, 'sta storia del "partito subito/non-partito subito" mi ricorda tanto qualcosa di già visto, già sentito, già letto, già dibattuto.....
Chissà come, chissà perchè, 'sta storia del "partito subito/non-partito subito" mi ricorda tanto qualcosa di già visto, già sentito, già letto, già dibattuto.....
Infatti...si utilizza la stessa ambiguità per non sciogliere i nodi politici, cercando di bypassarli con l'"organizzazione"
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Re: Lettera Aperta Di Massimo Mezzetti, SD
Non strutturarsi e/o organizzarsi in alcun modo significa lasciare volutamente campo libero alle ambiguità ed al "fai da te day by day"....soprattutto dei vertici "autoreferenziali".
E ciò è proprio quello a cui stiamo assistendo in SeL, con la complicità, non so fino a quanto involontaria, di chi frena e si schermisce dietro presunte questioni di principio politico.....dello 0,9% ed anche meno, tanto per intenderci!!!!!
La Politica OGGI non è fatta di dichiarazioni di principio stabilite e condivise SOLO DAI PRESUNTI LEADERS, SOLO A ROMA e SOLO SULLA CARTA, poiché di questi tristi tempi e con questo triste materiale umano a disposizione, tali dichiarazioni possono essere smentite - come sono di fatto smentite - nei comportamenti e nella lettera nel breve volgere di un mattino, sia al centro che in periferia.
Occorre molto di più: per esempio il fondamentale e costante confronto/condivisione politico e soprattutto umano dal basso dei territori con la verifica quotidiana dei comportamenti e dei principi assunti insieme.....perché se non ci sono gli uomini, non ci sono neppure le idee.
E sono sempre gli uomini che portano avanti le idee, non il contrario.
Insomma nella Politica del Terzo Millennio urge un approccio innanzitutto sociologico-comunitario e pragmatico ai principi ed a i valori che s'intendono condividere, non più quindi "ideologico" come avvenuto negativamente nel secolo scorso.
Ma la lezione della Rosa nel Pugno non ci è bastata? Dobbiamo per forza continuare a dare capocciate contro lo stesso muro?
Io non ci sto a favorire il destino di SeL come quello di "replica della RnP"!
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E ciò è proprio quello a cui stiamo assistendo in SeL, con la complicità, non so fino a quanto involontaria, di chi frena e si schermisce dietro presunte questioni di principio politico.....dello 0,9% ed anche meno, tanto per intenderci!!!!!
La Politica OGGI non è fatta di dichiarazioni di principio stabilite e condivise SOLO DAI PRESUNTI LEADERS, SOLO A ROMA e SOLO SULLA CARTA, poiché di questi tristi tempi e con questo triste materiale umano a disposizione, tali dichiarazioni possono essere smentite - come sono di fatto smentite - nei comportamenti e nella lettera nel breve volgere di un mattino, sia al centro che in periferia.
Occorre molto di più: per esempio il fondamentale e costante confronto/condivisione politico e soprattutto umano dal basso dei territori con la verifica quotidiana dei comportamenti e dei principi assunti insieme.....perché se non ci sono gli uomini, non ci sono neppure le idee.
E sono sempre gli uomini che portano avanti le idee, non il contrario.
Insomma nella Politica del Terzo Millennio urge un approccio innanzitutto sociologico-comunitario e pragmatico ai principi ed a i valori che s'intendono condividere, non più quindi "ideologico" come avvenuto negativamente nel secolo scorso.
Ma la lezione della Rosa nel Pugno non ci è bastata? Dobbiamo per forza continuare a dare capocciate contro lo stesso muro?
Io non ci sto a favorire il destino di SeL come quello di "replica della RnP"!
Vorrei che non si pensasse a quello che accade oggi in SeL pensando allo svuotamento della RnP, perchè ci sono differenze da fare. In ogni caso ciò che l'esperienza del fallimento della RnP deve insegnarci è proprio la mancanza di capacità della base. La "base" che si è fatta infiocchiare da Vendola a Bagnoli, saprà essere propositiva il 18 dicembre ? Di cosa ha bisogno la "base" di Bagnoli per imporsi se non di una semplificazione come è avvenuta con l'allontanamento dei Verdi? Per quelli del "Partito Subito", l'ideale sarebbe far fuori anche Nencini e il grosso dei Socialisti, tanto qualche socialista come Bartolomei che aderisca a livello individuale come qualche verde si trova sempre .... Il rischio grosso è di trovarsi alla fine con molto meno di ... una federazione!
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E ciò è proprio quello a cui stiamo assistendo in SeL, con la complicità, non so fino a quanto involontaria, di chi frena e si schermisce dietro presunte questioni di principio politico.....dello 0,9% ed anche meno, tanto per intenderci!!!!!
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Occorre molto di più: per esempio il fondamentale e costante confronto/condivisione politico e soprattutto umano dal basso dei territori con la verifica quotidiana dei comportamenti e dei principi assunti insieme.....perché se non ci sono gli uomini, non ci sono neppure le idee.
E sono sempre gli uomini che portano avanti le idee, non il contrario.
Insomma nella Politica del Terzo Millennio urge un approccio innanzitutto sociologico-comunitario e pragmatico ai principi ed a i valori che s'intendono condividere, non più quindi "ideologico" come avvenuto negativamente nel secolo scorso.
Ma la lezione della Rosa nel Pugno non ci è bastata? Dobbiamo per forza continuare a dare capocciate contro lo stesso muro?
Io non ci sto a favorire il destino di SeL come quello di "replica della RnP"!
Vorrei che non si pensasse a quello che accade oggi in SeL pensando allo svuotamento della RnP, perchè ci sono differenze da fare. In ogni caso ciò che l'esperienza del fallimento della RnP deve insegnarci è proprio la mancanza di capacità della base. La "base" che si è fatta infiocchiare da Vendola a Bagnoli, saprà essere propositiva il 18 dicembre ? Di cosa ha bisogno la "base" di Bagnoli per imporsi se non di una semplificazione come è avvenuta con l'allontanamento dei Verdi? Per quelli del "Partito Subito", l'ideale sarebbe far fuori anche Nencini e il grosso dei Socialisti, tanto qualche socialista come Bartolomei che aderisca a livello individuale come qualche verde si trova sempre .... Il rischio grosso è di trovarsi alla fine con molto meno di ... una federazione!
Il problema è che parlare ancora oggi di federazione per SeL fa solo ridere le mosche......ma che vuoi federare tra movimenti che non superano il migliaio di iscritti???.....
E per movimenti intendo anche lo stesso PS(I) che qualche matto da legare continua a considerare "partito" dopo aver registrato risultati elettorali ridicoli, dopo aver subito successive scissioni dell'atomo (Bobo Craxi e non solo) e dopo le ambigue ed illegittime posizioni "anti-congressuali" assunte dal "segretario" (!?) Nencini.
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E ciò è proprio quello a cui stiamo assistendo in SeL, con la complicità, non so fino a quanto involontaria, di chi frena e si schermisce dietro presunte questioni di principio politico.....dello 0,9% ed anche meno, tanto per intenderci!!!!!
La Politica OGGI non è fatta di dichiarazioni di principio stabilite e condivise SOLO DAI PRESUNTI LEADERS, SOLO A ROMA e SOLO SULLA CARTA, poiché di questi tristi tempi e con questo triste materiale umano a disposizione, tali dichiarazioni possono essere smentite - come sono di fatto smentite - nei comportamenti e nella lettera nel breve volgere di un mattino, sia al centro che in periferia.
Occorre molto di più: per esempio il fondamentale e costante confronto/condivisione politico e soprattutto umano dal basso dei territori con la verifica quotidiana dei comportamenti e dei principi assunti insieme.....perché se non ci sono gli uomini, non ci sono neppure le idee.
E sono sempre gli uomini che portano avanti le idee, non il contrario.
Insomma nella Politica del Terzo Millennio urge un approccio innanzitutto sociologico-comunitario e pragmatico ai principi ed a i valori che s'intendono condividere, non più quindi "ideologico" come avvenuto negativamente nel secolo scorso.
Ma la lezione della Rosa nel Pugno non ci è bastata? Dobbiamo per forza continuare a dare capocciate contro lo stesso muro?
Io non ci sto a favorire il destino di SeL come quello di "replica della RnP"!
Vorrei che non si pensasse a quello che accade oggi in SeL pensando allo svuotamento della RnP, perchè ci sono differenze da fare. In ogni caso ciò che l'esperienza del fallimento della RnP deve insegnarci è proprio la mancanza di capacità della base. La "base" che si è fatta infiocchiare da Vendola a Bagnoli, saprà essere propositiva il 18 dicembre ? Di cosa ha bisogno la "base" di Bagnoli per imporsi se non di una semplificazione come è avvenuta con l'allontanamento dei Verdi? Per quelli del "Partito Subito", l'ideale sarebbe far fuori anche Nencini e il grosso dei Socialisti, tanto qualche socialista come Bartolomei che aderisca a livello individuale come qualche verde si trova sempre .... Il rischio grosso è di trovarsi alla fine con molto meno di ... una federazione!
Il problema è che parlare ancora oggi di federazione per SeL fa solo ridere le mosche......ma che vuoi federare tra movimenti che non superano il migliaio di iscritti???.....
E per movimenti intendo anche lo stesso PS(I) che qualche matto da legare continua a considerare "partito" dopo aver registrato risultati elettorali ridicoli, dopo aver subito successive scissioni dell'atomo (Bobo Craxi e non solo) e dopo le ambigue ed illegittime posizioni "anti-congressuali" assunte dal "segretario" (!?) Nencini.
E' pur vero però che il PSI è stato capace di eleggere dalle mie parti il Sindaco di una città importante come Aprilia, che in alcune regioni ha ancora una sua forza non trascurabile, e che Vendola senza il pieno sostegno del PSI non riesce neppure a farsi rieleggere governatore della Puglia, che il 72% degli eletti alla scorsa tornata elettoale è del PSI .....
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Re: Lettera Aperta Di Massimo Mezzetti, SD
Ho sempre pensato e continuo pensare che ogni "base" ha la classe dirigente che si merita.
Non mi ha mai convinto più di tanto la netta contrapposizione tra "base" e "vertice".
Non strutturarsi e/o organizzarsi in alcun modo significa lasciare volutamente campo libero alle ambiguità ed al "fai da te day by day"....soprattutto deis vertici "autoreferenziali".
E ciò è proprio quello a cui stiamo assistendo in SeL, con la complicità, non so fino a quanto involontaria, di chi frena e si schermisce dietro presunte questioni di principio politico.....dello 0,9% ed anche meno, tanto per intenderci!!!!!
La Politica OGGI non è fatta di dichiarazioni di principio stabilite e condivise SOLO DAI PRESUNTI LEADERS, SOLO A ROMA e SOLO SULLA CARTA, poiché di questi tristi tempi e con questo triste materiale umano a disposizione, tali dichiarazioni possono essere smentite - come sono di fatto smentite - nei comportamenti e nella lettera nel breve volgere di un mattino, sia al centro che in periferia.
Occorre molto di più: per esempio il fondamentale e costante confronto/condivisione politico e soprattutto umano dal basso dei territori con la verifica quotidiana dei comportamenti e dei principi assunti insieme.....perché se non ci sono gli uomini, non ci sono neppure le idee.
E sono sempre gli uomini che portano avanti le idee, non il contrario.
Insomma nella Politica del Terzo Millennio urge un approccio innanzitutto sociologico-comunitario e pragmatico ai principi ed a i valori che s'intendono condividere, non più quindi "ideologico" come avvenuto negativamente nel secolo scorso.
Ma la lezione della Rosa nel Pugno non ci è bastata? Dobbiamo per forza continuare a dare capocciate contro lo stesso muro?
Io non ci sto a favorire il destino di SeL come quello di "replica della RnP"!
Vorrei che non si pensasse a quello che accade oggi in SeL pensando allo svuotamento della RnP, perchè ci sono differenze da fare. In ogni caso ciò che l'esperienza del fallimento della RnP deve insegnarci è proprio la mancanza di capacità della base. La "base" che si è fatta infiocchiare da Vendola a Bagnoli, saprà essere propositiva il 18 dicembre ? Di cosa ha bisogno la "base" di Bagnoli per imporsi se non di una semplificazione come è avvenuta con l'allontanamento dei Verdi? Per quelli del "Partito Subito", l'ideale sarebbe far fuori anche Nencini e il grosso dei Socialisti, tanto qualche socialista come Bartolomei che aderisca a livello individuale come qualche verde si trova sempre .... Il rischio grosso è di trovarsi alla fine con molto meno di ... una federazione!
Il problema è che parlare ancora oggi di federazione per SeL fa solo ridere le mosche......ma che vuoi federare tra movimenti che non superano il migliaio di iscritti???.....
E per movimenti intendo anche lo stesso PS(I) che qualche matto da legare continua a considerare "partito" dopo aver registrato risultati elettorali ridicoli, dopo aver subito successive scissioni dell'atomo (Bobo Craxi e non solo) e dopo le ambigue ed illegittime posizioni "anti-congressuali" assunte dal "segretario" (!?) Nencini.
E' pur vero però che il PSI è stato capace di eleggere dalle mie parti il Sindaco di una città importante come Aprilia, che in alcune regioni ha ancora una sua forza non trascurabile, e che Vendola senza il pieno sostegno del PSI non riesce neppure a farsi rieleggere governatore della Puglia, che il 72% degli eletti alla scorsa tornata elettoale è del PSI .....
Raf, so anch'io che in alcune circoscritte zone (anche nella mia provincia e nella mia regione) il PS raggiunge il 16% e talvolta pure il 20%, ma il più delle volte non è tutt'oro ciò che luccica (e sono buono nell'usare questo modo di dire....intendimi!) perchè gratta, gratta dietro a risultati così eclatanti e spesso "straordinari" rispetto al consueto, striminzito ed insignificante dato raccolto alle politiche, trovi quasi sempre peculiarità che con la "Buona Politica" ed il carisma di un candidato onesto e serio, hanno ben poco a che vedere.
In verità tali risultati "a due cifre" non di rado mi preoccupano assai più degli "zero virgola"; preoccupazioni le mie (e non solo) più che giustificate in un partito di cui conosciamo bene il livello medio di rappresentanza ed il tipo di prassi politiche.
Attenzione, dunque, a queste valutazioni meramente "numeriche" e non rapportate, nè riscontrabili coi dati politici generali poiché con tali ragionamenti ricadiamo dei "dejà vu" degli anni '80.....e sappiamo com'è finita!
Ho sempre pensato e continuo pensare che ogni "base" ha la classe dirigente che si merita.
Non mi ha mai convinto più di tanto la netta contrapposizione tra "base" e "vertice".
Andrea, questo è sostanzialmente quanto pensava anche Thomas Hobbes nel XVII secolo, ai tempi delle monarchie assolute.
Sarebbe il caso di iniziare a considerare che da allora qualche timido passettino in avanti lo abbiamo fatto....o no?
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Tessera di pre-adesione a Sinistra e Libertà n. 14.
Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere. (Mohandas Karamchand Gandhi)
La Politica si fa con i sentimenti, non con i risentimenti (Pietro Nenni)
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Re: Lettera Aperta Di Massimo Mezzetti, SD
Mario, tu scrivi:
"Raf, so anch'io che in alcune circoscritte zone (anche nella mia provincia e nella mia regione) il PS raggiunge il 16% e talvolta pure il 20%, ma il più delle volte non è tutt'oro ciò che luccica (e sono buono nell'usare questo modo di dire....intendimi!) perchè gratta, gratta dietro a risultati così eclatanti e spesso "straordinari" rispetto al consueto, striminzito ed insignificante dato raccolto alle politiche, trovi quasi sempre peculiarità che con la "Buona Politica" ed il carisma di un candidato onesto e serio, hanno ben poco a che vedere. "
Io ti parlo di Aprilia, di Domenico D'Alessio, della sua candidatura contro il "marcio" espresso da PD e PDL e dal plebiscito di consensi nei confronti di un socialista onesto e serio. Di "Brutta Politica" ne ho visti esempi a Napoli, poi a Varese, poi a Latina. Ciò non toglie che il compito di D'Alessio è difficile e pero non deluda i suoi concittadini.
Ho sempre pensato e continuo pensare che ogni "base" ha la classe dirigente che si merita.
Non mi ha mai convinto più di tanto la netta contrapposizione tra "base" e "vertice".
Andrea, questo è sostanzialmente quanto pensava anche Thomas Hobbes nel XVII secolo, ai tempi delle monarchie assolute.
Sarebbe il caso di iniziare a considerare che da allora qualche timido passettino in avanti lo abbiamo fatto....o no?
Pensare che ci sia una Base pura e incontaminata che si contrappone nettamente a dei Vertici poltronari e corrotti è fuorviante.
Anche perchè poi vorrei sapere dove finisce la base e dove cominciano i vertici? QUal è il requisito per essere base e non vertice?
Un consigliere di municipalità, legato ad un consigliere comunale, legato ad un dirigente nazionale, legato a Vendola (o Nencini) è base o vertice?
In ogni caso, noto che adesso (almeno in alcuni commenti) non ci si riferisce più al solo Nencini come archetipo del Male ma si parla genericamente di vertici, allargando la categoria di Male da Nencini anche ad altri personaggi...di per sè, lo considero già un passo avanti.
Ho sempre pensato e continuo pensare che ogni "base" ha la classe dirigente che si merita.
Non mi ha mai convinto più di tanto la netta contrapposizione tra "base" e "vertice".
Andrea, questo è sostanzialmente quanto pensava anche Thomas Hobbes nel XVII secolo, ai tempi delle monarchie assolute.
Sarebbe il caso di iniziare a considerare che da allora qualche timido passettino in avanti lo abbiamo fatto....o no?
Pensare che ci sia una Base pura e incontaminata che si contrappone nettamente a dei Vertici poltronari e corrotti è fuorviante.
Anche perchè poi vorrei sapere dove finisce la base e dove cominciano i vertici? QUal è il requisito per essere base e non vertice?
Un consigliere di municipalità, legato ad un consigliere comunale, legato ad un dirigente nazionale, legato a Vendola (o Nencini) è base o vertice?
In ogni caso, noto che adesso (almeno in alcuni commenti) non ci si riferisce più al solo Nencini come archetipo del Male ma si parla genericamente di vertici, allargando la categoria di Male da Nencini anche ad altri personaggi...di per sè, lo considero già un passo avanti.
E se si pensa a quante persone ruotano attorno a un solo assessore regionale ?????
Chissà come, chissà perchè, 'sta storia del "partito subito/non-partito subito" mi ricorda tanto qualcosa di già visto, già sentito, già letto, già dibattuto.....
Infatti...si utilizza la stessa ambiguità per non sciogliere i nodi politici, cercando di bypassarli con l'"organizzazione"
Ex-post (come spesso mi avviene) devo dire che il Vecchio c'aveva ancora una volta ragione.
Pensa tu se avessimo fatto il "partito" della RnP!!!!!!
Chissà come, chissà perchè, 'sta storia del "partito subito/non-partito subito" mi ricorda tanto qualcosa di già visto, già sentito, già letto, già dibattuto.....
Infatti...si utilizza la stessa ambiguità per non sciogliere i nodi politici, cercando di bypassarli con l'"organizzazione"
Ex-post (come spesso mi avviene) devo dire che il Vecchio c'aveva ancora una volta ragione.
Pensa tu se avessimo fatto il "partito" della RnP!!!!!!
Certo, a scatola chiusa non si poteva fare, si sarebbero dovuti affrontare anche in quel caso i nodi politici.
Una traccia, seppur vaga, c'era (Blair-Fortuna-Zapatero!).
Comunque, continuo a pensare che le colpe erano equamente distribuite, così come lo sono in questo caso.
Mario, tu scrivi:
"Raf, so anch'io che in alcune circoscritte zone (anche nella mia provincia e nella mia regione) il PS raggiunge il 16% e talvolta pure il 20%, ma il più delle volte non è tutt'oro ciò che luccica (e sono buono nell'usare questo modo di dire....intendimi!) perchè gratta, gratta dietro a risultati così eclatanti e spesso "straordinari" rispetto al consueto, striminzito ed insignificante dato raccolto alle politiche, trovi quasi sempre peculiarità che con la "Buona Politica" ed il carisma di un candidato onesto e serio, hanno ben poco a che vedere. "
Io ti parlo di Aprilia, di Domenico D'Alessio, della sua candidatura contro il "marcio" espresso da PD e PDL e dal plebiscito di consensi nei confronti di un socialista onesto e serio. Di "Brutta Politica" ne ho visti esempi a Napoli, poi a Varese, poi a Latina. Ciò non toglie che il compito di D'Alessio è difficile e pero non deluda i suoi concittadini.
Raf, ero e sono contento per D'Alessio e per Aprilia....ma una rondine non fa primavera.....ed in ogni caso non risolve la questione che avevo posto, cioè che un VERO partito si valuta e si definisce con la quantità, la qualità, la continuità e la sostanziale omogeneità dei risultati ottenuti sull'intero territorio nazionale. E questo non è il caso dell'attuale PS(I), come non lo era neppure del precedente SDI.
Ho sempre pensato e continuo pensare che ogni "base" ha la classe dirigente che si merita.
Non mi ha mai convinto più di tanto la netta contrapposizione tra "base" e "vertice".
Andrea, questo è sostanzialmente quanto pensava anche Thomas Hobbes nel XVII secolo, ai tempi delle monarchie assolute.
Sarebbe il caso di iniziare a considerare che da allora qualche timido passettino in avanti lo abbiamo fatto....o no?
Pensare che ci sia una Base pura e incontaminata che si contrappone nettamente a dei Vertici poltronari e corrotti è fuorviante.
Anche perchè poi vorrei sapere dove finisce la base e dove cominciano i vertici? QUal è il requisito per essere base e non vertice?
Un consigliere di municipalità, legato ad un consigliere comunale, legato ad un dirigente nazionale, legato a Vendola (o Nencini) è base o vertice?
In ogni caso, noto che adesso (almeno in alcuni commenti) non ci si riferisce più al solo Nencini come archetipo del Male ma si parla genericamente di vertici, allargando la categoria di Male da Nencini anche ad altri personaggi...di per sè, lo considero già un passo avanti.
Andrea, se applichiamo la generalizzazione indebita del "Ab uno disce omnes" possiamo tranquillamente cambiare argomento e parlare di calcio.
La questione è molto semplice: tu ti ritieni "base" o "vertice" nel PS/SeL, ovvero puro e incontaminato oppure corrotto e poltronaro? Nel primo caso, sei proprio ed assolutamente sicuro che quelli come te (e me) non esistano e che soprattutto non possano fare insieme alcunché per determinare o almeno influenzare dei cambiamenti di rotta?
Quanto a Nencini, non mi piace continuare a sparare sull'ambulanza che ormai lo sta trasbordando altrove (almeno, almeno insieme al Ciucchi, ovvio), ma - tranquillo - continuo a considerarlo l'autore e l'interprete massimo della interessata confusione e dell'ambiguità creata in SeL.
Scomodare per lui la categoria serissima del "Male" (addirittura nella sua forma archetipica!!! ) mi sembra esageratamente fuori luogo, data la mediocrità politica che, quasi da sempre, gli vedo manifestare a vagonate.
____________ Mario Francese, socialista
(anche MSN)
su Facebook http://www.facebook.com/mario.francese1
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Ex-post (come spesso mi avviene) devo dire che il Vecchio c'aveva ancora una volta ragione.
Pensa tu se avessimo fatto il "partito" della RnP!!!!!!
Guarda caso, Gianclà, all'epoca il super-nenciniano e toscanissimo Pieraldo Ciucchi (oggi anche strenuo capofila degli anti-"partito SeL subito") era molto più estremo del Vecchio perché non voleva nemmeno l'alleanza-cartello elettorale coi Radicali. E ricordo che lo stesso Vecchio gliene cantò (giustamente) di tutti i colori su RR. Ma tante volte gli opposti sono solo dei simili che non vogliono ammettere di essere tali.
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Re: Lettera Aperta Di Massimo Mezzetti, SD
Certo che in SD "per il socialismo europeo" ci potevano pensare prima!
___________________________________
Documento approvato dalla Direzione di Sinistra Democratica del 19 novembre 2009
Sinistra Democratica, all’indomani delle deliberazioni del coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà e della segreteria del Partito Socialista, ha l’obbligo di aprire una riflessione a tutto campo, che sia capace di investire i gruppi dirigenti, i territori, i militanti. Si avvertono tutti i rischi di involuzione del progetto politico di Sinistra e Libertà, progetto verso il quale abbiamo riversato in questi mesi con spirito unitario e con generosità ogni nostra energia. Il nostro movimento non ha mai immaginato che il percorso necessario e difficile di Sinistra e Libertà potesse tramutarsi in poche settimane in un nuovo partito politico, il partito della nuova sinistra italiana. Eravamo e siamo consapevoli del fatto che un partito politico si può solo costruire nel tempo, che dunque non servono né aiutano scorciatoie organizzativistiche, che occorre per raggiungere questo obiettivo saper sempre misurare la cultura politica alla concretezza dei problemi che investono il paese e toccano nel vivo la quotidianità delle persone dinanzi alla crisi. E’ tuttavia evidente che nelle ultime settimane – dopo l’assemblea di Napoli dello scorso settembre – il dibattito interno a Sinistra e Libertà ha subito una involuzione politicista a scapito dei contenuti e si sono manifestate opinioni diverse sul percorso da seguire.
Tutto ciò avviene nel momento in cui il governo Berlusconi comincia a mostrare segni di difficoltà crescente nella sua stessa maggioranza. Le elezioni anticipate potrebbero rappresentare l’esito risolutivo dei contrasti e delle divisioni dentro il Popolo delle Libertà.
Noi, la sinistra, dobbiamo essere pronti a riaprire una stagione di confronto nell’area del centrosinistra come nella società italiana. La costruzione di una reale alternativa si fa sempre più urgente e impone che tutti i soggetti a sinistra del Partito Democratico si muovano nella direzione di renderla possibile, praticabile.
Oggi abbiamo aperto, con la riunione della Direzione, una riflessione profonda della nostra comunità politica e sentiamo l’obbligo in questi giorni di proseguirla attraverso il coinvolgimento dei nostri organismi dirigenti nazionali e territoriali. Per questo confermiamo la giornata di discussione di sabato 28 novembre con i dirigenti regionali del nostro movimento e con la convocazione, prima dell’assemblea del 19 e 20 dicembre, del Consiglio Nazionale di Sinistra Democratica.
Questo nostro percorso, largo, partecipato, riflessivo, ci consentirà di compiere un’analisi accurata del lavoro politico compiuto in questi mesi, dei limiti e degli ostacoli incontrati e di ragionare sugli sbocchi possibili, senza che mai venga meno quello spirito unitario e quella esigenza di rinnovamento che ha ispirato Sinistra Democratica sin dalla sua nascita.
Riteniamo che l’assemblea nazionale del 19 e 20 dicembre prossimo, già convocata nelle scorse settimane dal coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà, debba essere il primo fondamentale passo di un processo costituente che abbia al centro la politica, l’avvio reale e partecipato di una discussione sui principi, sulle forme e sui programmi capaci di delineare il profilo politico di una nuova soggettività della sinistra italiana.
Ciò significa aprire una riflessione seria, profonda, sull’Italia di oggi. Sulle caratteristiche della crisi sociale e democratica che la attanaglia, sulla rappresentanza politica di quella che è la risorsa fondamentale su cui puntare per dare soluzione alla crisi stessa, cioè il lavoro e le sue forme. Questo per noi dovrà risultare il cuore dell’assemblea di dicembre. E’ solo a partire da una politica che sappia farsi carico della situazione reale del paese che trova legittimità piena la necessità e l’urgenza di una sinistra in grado di essere utile all’Italia di oggi e al suo bisogno di riscatto.
Certo che in SD "per il socialismo europeo" ci potevano pensare prima!
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Documento approvato dalla Direzione di Sinistra Democratica del 19 novembre 2009
Sinistra Democratica, all’indomani delle deliberazioni del coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà e della segreteria del Partito Socialista, ha l’obbligo di aprire una riflessione a tutto campo, che sia capace di investire i gruppi dirigenti, i territori, i militanti. Si avvertono tutti i rischi di involuzione del progetto politico di Sinistra e Libertà, progetto verso il quale abbiamo riversato in questi mesi con spirito unitario e con generosità ogni nostra energia. Il nostro movimento non ha mai immaginato che il percorso necessario e difficile di Sinistra e Libertà potesse tramutarsi in poche settimane in un nuovo partito politico, il partito della nuova sinistra italiana. Eravamo e siamo consapevoli del fatto che un partito politico si può solo costruire nel tempo, che dunque non servono né aiutano scorciatoie organizzativistiche, che occorre per raggiungere questo obiettivo saper sempre misurare la cultura politica alla concretezza dei problemi che investono il paese e toccano nel vivo la quotidianità delle persone dinanzi alla crisi. E’ tuttavia evidente che nelle ultime settimane – dopo l’assemblea di Napoli dello scorso settembre – il dibattito interno a Sinistra e Libertà ha subito una involuzione politicista a scapito dei contenuti e si sono manifestate opinioni diverse sul percorso da seguire.
Tutto ciò avviene nel momento in cui il governo Berlusconi comincia a mostrare segni di difficoltà crescente nella sua stessa maggioranza. Le elezioni anticipate potrebbero rappresentare l’esito risolutivo dei contrasti e delle divisioni dentro il Popolo delle Libertà.
Noi, la sinistra, dobbiamo essere pronti a riaprire una stagione di confronto nell’area del centrosinistra come nella società italiana. La costruzione di una reale alternativa si fa sempre più urgente e impone che tutti i soggetti a sinistra del Partito Democratico si muovano nella direzione di renderla possibile, praticabile.
Oggi abbiamo aperto, con la riunione della Direzione, una riflessione profonda della nostra comunità politica e sentiamo l’obbligo in questi giorni di proseguirla attraverso il coinvolgimento dei nostri organismi dirigenti nazionali e territoriali. Per questo confermiamo la giornata di discussione di sabato 28 novembre con i dirigenti regionali del nostro movimento e con la convocazione, prima dell’assemblea del 19 e 20 dicembre, del Consiglio Nazionale di Sinistra Democratica.
Questo nostro percorso, largo, partecipato, riflessivo, ci consentirà di compiere un’analisi accurata del lavoro politico compiuto in questi mesi, dei limiti e degli ostacoli incontrati e di ragionare sugli sbocchi possibili, senza che mai venga meno quello spirito unitario e quella esigenza di rinnovamento che ha ispirato Sinistra Democratica sin dalla sua nascita.
Riteniamo che l’assemblea nazionale del 19 e 20 dicembre prossimo, già convocata nelle scorse settimane dal coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà, debba essere il primo fondamentale passo di un processo costituente che abbia al centro la politica, l’avvio reale e partecipato di una discussione sui principi, sulle forme e sui programmi capaci di delineare il profilo politico di una nuova soggettività della sinistra italiana.
Ciò significa aprire una riflessione seria, profonda, sull’Italia di oggi. Sulle caratteristiche della crisi sociale e democratica che la attanaglia, sulla rappresentanza politica di quella che è la risorsa fondamentale su cui puntare per dare soluzione alla crisi stessa, cioè il lavoro e le sue forme. Questo per noi dovrà risultare il cuore dell’assemblea di dicembre. E’ solo a partire da una politica che sappia farsi carico della situazione reale del paese che trova legittimità piena la necessità e l’urgenza di una sinistra in grado di essere utile all’Italia di oggi e al suo bisogno di riscatto.
A Bagnoli (e soprattutto nell'aria nazionale che tirava allora) non occorse certo il pallottoliere per capire che il "partito SeL -subito" era voluto-spinto dalla stragrande maggioranza dei militanti di base - trasversalmente alle provenienze politico-partitiche - ma soprattutto dei neo-elettori di SeL.
E non poteva che essere così, dal momento che il grosso dei voti alle europee - come fu accertato - proveniva da quella Sinistra diffusa, senza casa e senza bandiere che tra mille problemi di coscienza, o si era limitata in passato a votare PD "obtorto collo" e turandosi il naso, o, per buona parte, aveva fino ad allora espresso lo scazzo astensionista post-ulivista....una Sinistra senza casa su cui ogni singolo vertice delle forze alleate in SeL tentò di mettere egoisticamente le mani ed il cappello, per giunta - nel caso della stupidissima leadership PS - cercando nel contempo di mantenere anche la propria "pseudo-autonomia identitaria", alias "spazio di manovra politico-elettorale opportunistica e personalistica".
Ora, certe riflessioni-revisioni su SeL, opportune o tardive che siano, nascono comunque dal fatto che in SD ed altri movimenti ci si riunisce per ragionare ed estendere a tutti gli aderenti la discussione per poi infine esprimere democraticamente un consenso o un dissenso alle linee politiche emerse dalla dirigenza. Semplicemente, in piena chiarezza e rispetto delle posizioni di eventuali maggioranze e minoranze.
Se si fosse adottato questo NORMALE procedimento democratrico anche nel PS(I) a quest'ora, riguardo SeL, non dovremmo verificare al suo interno quella pietosa frantumazione mista a confusione che è sotto gli occhi di tutti.
Per quanto mi riguarda lo ripeterò fino alla noia: il verticismo ed il politicismo strumentale non pagano più. E chi continua ad accettarne o avallarne supinamente o inconsciamente le prassi è destinato a fallire sempre, pur se portatore delle migliori e più nobili ragioni di questo mondo.
____________ Mario Francese, socialista
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cell. 331-7572646
Tessera di pre-adesione a Sinistra e Libertà n. 14.
Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere. (Mohandas Karamchand Gandhi)
La Politica si fa con i sentimenti, non con i risentimenti (Pietro Nenni)
Certo che in SD "per il socialismo europeo" ci potevano pensare prima!
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Documento approvato dalla Direzione di Sinistra Democratica del 19 novembre 2009
Sinistra Democratica, all’indomani delle deliberazioni del coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà e della segreteria del Partito Socialista, ha l’obbligo di aprire una riflessione a tutto campo, che sia capace di investire i gruppi dirigenti, i territori, i militanti. Si avvertono tutti i rischi di involuzione del progetto politico di Sinistra e Libertà, progetto verso il quale abbiamo riversato in questi mesi con spirito unitario e con generosità ogni nostra energia. Il nostro movimento non ha mai immaginato che il percorso necessario e difficile di Sinistra e Libertà potesse tramutarsi in poche settimane in un nuovo partito politico, il partito della nuova sinistra italiana. Eravamo e siamo consapevoli del fatto che un partito politico si può solo costruire nel tempo, che dunque non servono né aiutano scorciatoie organizzativistiche, che occorre per raggiungere questo obiettivo saper sempre misurare la cultura politica alla concretezza dei problemi che investono il paese e toccano nel vivo la quotidianità delle persone dinanzi alla crisi. E’ tuttavia evidente che nelle ultime settimane – dopo l’assemblea di Napoli dello scorso settembre – il dibattito interno a Sinistra e Libertà ha subito una involuzione politicista a scapito dei contenuti e si sono manifestate opinioni diverse sul percorso da seguire.
Tutto ciò avviene nel momento in cui il governo Berlusconi comincia a mostrare segni di difficoltà crescente nella sua stessa maggioranza. Le elezioni anticipate potrebbero rappresentare l’esito risolutivo dei contrasti e delle divisioni dentro il Popolo delle Libertà.
Noi, la sinistra, dobbiamo essere pronti a riaprire una stagione di confronto nell’area del centrosinistra come nella società italiana. La costruzione di una reale alternativa si fa sempre più urgente e impone che tutti i soggetti a sinistra del Partito Democratico si muovano nella direzione di renderla possibile, praticabile.
Oggi abbiamo aperto, con la riunione della Direzione, una riflessione profonda della nostra comunità politica e sentiamo l’obbligo in questi giorni di proseguirla attraverso il coinvolgimento dei nostri organismi dirigenti nazionali e territoriali. Per questo confermiamo la giornata di discussione di sabato 28 novembre con i dirigenti regionali del nostro movimento e con la convocazione, prima dell’assemblea del 19 e 20 dicembre, del Consiglio Nazionale di Sinistra Democratica.
Questo nostro percorso, largo, partecipato, riflessivo, ci consentirà di compiere un’analisi accurata del lavoro politico compiuto in questi mesi, dei limiti e degli ostacoli incontrati e di ragionare sugli sbocchi possibili, senza che mai venga meno quello spirito unitario e quella esigenza di rinnovamento che ha ispirato Sinistra Democratica sin dalla sua nascita.
Riteniamo che l’assemblea nazionale del 19 e 20 dicembre prossimo, già convocata nelle scorse settimane dal coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà, debba essere il primo fondamentale passo di un processo costituente che abbia al centro la politica, l’avvio reale e partecipato di una discussione sui principi, sulle forme e sui programmi capaci di delineare il profilo politico di una nuova soggettività della sinistra italiana.
Ciò significa aprire una riflessione seria, profonda, sull’Italia di oggi. Sulle caratteristiche della crisi sociale e democratica che la attanaglia, sulla rappresentanza politica di quella che è la risorsa fondamentale su cui puntare per dare soluzione alla crisi stessa, cioè il lavoro e le sue forme. Questo per noi dovrà risultare il cuore dell’assemblea di dicembre. E’ solo a partire da una politica che sappia farsi carico della situazione reale del paese che trova legittimità piena la necessità e l’urgenza di una sinistra in grado di essere utile all’Italia di oggi e al suo bisogno di riscatto.
A Bagnoli (e soprattutto nell'aria nazionale che tirava allora) non occorse certo il pallottoliere per capire che il "partito SeL -subito" era voluto-spinto dalla stragrande maggioranza dei militanti di base - trasversalmente alle provenienze politico-partitiche - ma soprattutto dei neo-elettori di SeL.
E non poteva che essere così, dal momento che il grosso dei voti alle europee - come fu accertato - proveniva da quella Sinistra diffusa, senza casa e senza bandiere che tra mille problemi di coscienza, o si era limitata in passato a votare PD "obtorto collo" e turandosi il naso, o, per buona parte, aveva fino ad allora espresso lo scazzo astensionista post-ulivista....una Sinistra senza casa su cui ogni singolo vertice delle forze alleate in SeL tentò di mettere egoisticamente le mani ed il cappello, per giunta - nel caso della stupidissima leadership PS - cercando nel contempo di mantenere anche la propria "pseudo-autonomia identitaria", alias "spazio di manovra politico-elettorale opportunistica e personalistica".
Ora, certe riflessioni-revisioni su SeL, opportune o tardive che siano, nascono comunque dal fatto che in SD ed altri movimenti ci si riunisce per ragionare ed estendere a tutti gli aderenti la discussione per poi infine esprimere democraticamente un consenso o un dissenso alle linee politiche emerse dalla dirigenza. Semplicemente, in piena chiarezza e rispetto delle posizioni di eventuali maggioranze e minoranze.
Se si fosse adottato questo NORMALE procedimento democratrico anche nel PS(I) a quest'ora, riguardo SeL, non dovremmo verificare al suo interno quella pietosa frantumazione mista a confusione che è sotto gli occhi di tutti.
Per quanto mi riguarda lo ripeterò fino alla noia: il verticismo ed il politicismo strumentale non pagano più. E chi continua ad accettarne o avallarne supinamente o inconsciamente le prassi è destinato a fallire sempre, pur se portatore delle migliori e più nobili ragioni di questo mondo.
Sul fatto che nel PSI ci voglia un Congresso subito (congresso subito congresso subito congresso subito) e che Nencini debba essere mandato a casa non c'è mai stato dissenso.
Tutto questo però non ci dice niente su cosa e come dovrebbe essere SeL.
Vedere adesso settori e gruppi di SeL (?) (anche gruppetti socialisti) fare le stesse riflessioni che alcuni di noi hanno fatto mesi fa, ricevendo aspre critiche se non addirittura insulti, ci può dare qualche piccola quanto inutile soddisfazione, ma sostanzialmente lascia l'amaro in bocca per l'occasione persa.
La data di oggi è 10 Marzo 2010, 16:34 • Tutti i fusi orari sono UTC + 1 Hour [Ora Legale]
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