VALE LA PENA DI INGOIARE IL ROSPO?
Come uscire dal cul de sac drammatico in cui si trova la repubblica?L’appello a moderare i toni non basta più.Occorre individuare delle iniziative politiche e proporle apertamente nel dibattito pubblico.La proposta dell’assemblea costituente avanzata da alcuni esponenti socialisti ha il pregio di proporre anche simbolicamente il terreno delle riforme costituzionali come quello su cui giungere al chiarimento e allo sblocco della situazione.Ma a prescindere dallo “strumento”assemblea costituente,forse meno utile(anzi per alcuni versi rischioso)del percorso normale dell’art.138 della C.,a monte si pone una domanda:cosa vuole davvero Berlusconi?L’impressione è che la sua unica preoccupazione sia la protezione dai processi che lo riguardano.Per il resto non si avverte un grande interesse riformatore,si vede invece una agitazione propagandistica circa la pretesa supremazia dell’eletto dal popolo su ogni altro potere,in una prospettiva populistica e plebiscitaria usata più in chiave di minaccia e di condizionamento che in funzione di un organico disegno di repubblica presidenziale.Se è così della assemblea costituente Berlusconi non sa che farsene.Anzi la potrebbe vedere come un ridimensionamento della sua maggioranza in parlamento.Ma se è così non è interessato neppure al percorso riformatore normale sulla bozza Violante.Anzi ci si deve aspettare che punterà a tutti i costi a ottenere le leggi ad personam in tempi ristrettissimi,usando la minaccia di ricorrere ,se bloccato,alle elezioni anticipate, invocate come un giudizio di Dio finale contro tutti i suoi nemici.Questo spiega l’allarme di Casini che da un lato si dichiara disponibile a costituzionalizzare il Lodo Alfano e a far passare in tempi stretti la proposta sul “legittimo impedimento”,ma dall’altro prospetta “l’unità repubblicana”contro l’aspirante monarca qualora voglia scassare il sistema giudiziario e portare il paese alle elezioni anticipate.A questo punto, usando la ragione contro un immediato istinto di rigetto,devo ammettere che questa posizione di Casini mi sembra la più lucida sul tappeto e credo che il PD non possa non farla sua, accettando di “non confinare i problemi giudiziari di Berlusconi nel suo recinto privato”.Provare insomma per questa via ad aprire col centro destra il confronto sulle riforme costituzionali.Questa ipotesi mi sembra peraltro non esclusa neppure da D’Alema sul Corriere di oggi quando dice:”Se per evitare il suo processo devono liberare centinaia di imputati di gravi reati(il processo breve)è quasi meglio che facciano una leggina ad personam per limitare il danno all’ordinamento e alla sicurezza dei cittadini”.Naturalmente non si tratta di una scelta facile.Ci sarebbe un prezzo alto da pagare,perché sconterebbe l’opposizione di una parte grande di opinione pubblica e l’attacco ad alzo zero di Di Pietro.Ma anche lo scenario di elezioni anticipate con un fronte ampio repubblicano non sarebbe senza costi,perché,a parte la pericolosa ulteriore esasperazione del conflitto istituzionale,politico e civile,riporterebbe il paese-anche dopo una eventuale e non scontata vittoria repubblicana-al punto di dover ricominciare da capo.Di dovere cioè ricostruire l’assetto costituzionale e ridisegnare una nuova dialettica politica,una volta chiusa l’avventura berlusconiana. Dunque in termini immediati torneremmo all’emergenza democratica con l’accantonamento dei gravi problemi strutturali del paese(Sud,produttività del sistema,criminalità organizzata,modello di sviluppo)accentuati nella loro dimensione sociale dalla crisi economica internazionale. Un’altra legislatura perduta,un ulteriore arretramento del paese,un ulteriore rinvio della necessaria riorganizzazione della sinistra che non può non passare per una curvatura del PD nella direzione di un grande partito popolare e socialista,capace da quel più solido posizionamento di candidarsi a guidare una alleanza più ampia di forze riformatrici.Per questo dico che val la pena di ingoiare il rospo del salvacondotto a Berlusconi se può servire a portare la vita politica del paese sul terreno della ragionevolezza e della responsabilità.Se poi questa offerta fosse respinta ,allora a estremi mali …. estremi rimedi!
















































