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Un'autorithy per l'amministrazione pubblica
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Messaggio Un'autorithy per l'amministrazione pubblica 
 
UNA AUTHORITY INDIPENDENTE PER ROMPERE IL CIRCOLO VIZIOSO TRA INEFFICIENZA E IRRESPONSABILITà?¬ NELL'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA

Presentato in una conferenza stampa a Milano il progetto di legge elaborato dai giuristi Pietro ICHINO e Bernardo MATTARELLA per la valutazione, la trasparenza e la responsabilità  per i risultati nell'amministrazione pubblica.
Obbiettivo: retribuire meglio chi lavora, sanzionare chi non lavora


POTETE SCARICARE IL TESTO DEL PROGETTO DI LEGGE A QUESTO INDIRIZZO: http://www.perlarosanelpugno.it/download.php?id=176

Milano, 15 dicembre 2006 - Il progetto di legge-delega è stato presentato ieri al Presidente del Consiglio, Romano Prodi, al Ministro per la Funzione Pubblica, Luigi Nicolais e ai Segretari generali delle confederazioni sindacali maggiori.
    Il progetto di legge verrà  anche presentato formalmente nei giorni prossimi alla Camera dei Deputati dall'on. Lanfranco Turci, promotore dell'iniziativa politica in collaborazione con il Club milanese socialista e riformista Porto Franco, e al Senato dal sen. Antonio Polito, insieme a numerosi altri deputati e senatori appartenenti a diversi partiti, di maggioranza e di opposizione. L'annuncio è stato dato nel corso di una conferenza stampa organizzata a Milano dal Club Porto Franco e dal suo presidente Franco D'Alfonso.
    Il testo legislativo è opera di un gruppo di amministrativisti, costituzionalisti, giuslavoristi e dirigenti pubblici coordinato dai professori Pietro Ichino e Bernardo Giorgio Mattarella.


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In allegato il testo del comunicato stampa e la comunicazione della conferenza di presentazione.

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Messaggio Re: Un'autorithy per l'amministrazione pubblica 
 
Milano, 15 dicembre 2006 - Il progetto di legge-delega è stato presentato ieri al Presidente del Consiglio, Romano Prodi, al Ministro per la Funzione Pubblica, Luigi Nicolais e ai Segretari generali delle confederazioni sindacali maggiori.
    Il progetto di legge verrà  anche presentato formalmente nei giorni prossimi alla Camera dei Deputati dall'on. Lanfranco Turci, promotore dell'iniziativa politica in collaborazione con il Club milanese socialista e riformista Porto Franco, e al Senato dal sen. Antonio Polito, insieme a numerosi altri deputati e senatori appartenenti a diversi partiti, di maggioranza e di opposizione. L'annuncio è stato dato nel corso di una conferenza stampa organizzata a Milano dal Club Porto Franco e dal suo presidente Franco D'Alfonso.
    Il testo legislativo è opera di un gruppo di amministrativisti, costituzionalisti, giuslavoristi e dirigenti pubblici coordinato dai professori Pietro Ichino e Bernardo Giorgio Mattarella. Esso prevede, all'art. 1, l'istituzione dell'Autorità  per la valutazione delle strutture e del personale pubblico; negli altri tre articoli contiene altrettante deleghe legislative al Governo, rispettivamente: sulla valutazione del rendimento (art. 2), sulla responsabilità  dei dipendenti pubblici (art. 3), sulle retribuzioni degli stessi (art. 4).

 

    In sintesi, il progetto tende a riunire e riqualificare il coordinamento dei nuclei di valutazione istituiti dalla legge Bassanini del 1999, attualmente funzionante presso la Presidenza del Consiglio, e la struttura di cui oggi si avvale l'Alto Commissariato contro la corruzione (che viene contestualmente soppresso) in una authority indipendente centrale, presieduta da una commissione composta da tre personalità  di grande competenza e credibilità  approvate da una maggioranza parlamentare di due terzi, cui sarà  affidato il compito di:

___    esigere la costituzione dei nuclei di valutazione dove ancora non sono stati istituiti e sorvegliarne il funzionamento, garantendone l'indipendenza effettiva dalla dirigenza del comparto e la visibilità  delle valutazioni: per ogni comparto e ogni centro di servizi l'authority fungerà  anche da garante di una public review annuale, nella quale le rilevazioni di ciascun nucleo di valutazione siano poste a confronto con quelle delle associazioni degli utenti, dei ricercatori universitari e altri osservatori qualificati, dei giornalisti specializzati, dei sindacati; la registrazione della public review deve essere messa in rete;

___    garantire la piena disponibilità  pubblica dei dati sui quali si basano le valutazioni operate dall'authority stessa e dei singoli nuclei;

___    promuovere la diffusione delle tecniche più efficaci e delle esperienze migliori che si offrono nel panorama internazionale, nel campo della valutazione di efficienza e produttività  delle amministrazioni pubbliche;

___    attivare motu proprio rilevazioni autonome dall'esterno in tutti i casi in cui questo sia ritenuto possibile e opportuno;

___    costituire il punto di riferimento per la raccolta e l'elaborazione di tutte le segnalazioni e informazioni provenienti dalla società  civile circa le patologie nel funzionamento delle amministrazioni statali o funzionanti con finanziamenti statali;

___    individuare i casi più gravi e immediatamente evidenti di sovradimensionamento degli organici, o di inefficienza e/o improduttività  nelle amministrazioni sottoposte al suo controllo: in questi casi deve avere effettiva applicazione l'articolo 21 del Testo Unico del 2001, che prevede il licenziamento del dirigente per responsabilità  oggettiva; quanto ai dipendenti di queste strutture, per essi dovrebbe stabilirsi la trasferibilità  d'ufficio entro limiti geografici e professionali ragionevoli e l'inibizione degli aumenti retributivi fino al trasferimento;

___    segnalare ai dirigenti delle strutture nelle quali si rilevano casi individuali evidenti di totale inefficienza e improduttività  (o addirittura produttività  negativa) a carattere colposo o doloso affinchè in questi casi si proceda al licenziamento, a norma di legge e di contratto; la segnalazione contestuale di questi casi alla Corte dei Conti comporterà  la responsabilità  del dirigente che - senza giustificazione - non provveda, per il danno erariale che ne consegue.

 




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Messaggio Re: Un'autorithy per l'amministrazione pubblica 
 
Ecco, questo mi sembra un tema adatto ( a patto che sia in grado di recepirlo e di non barattarlo) per "far cambiare passo" al Governo, e per tornare ad avere presa sulla gente.
Io che sono un cittadino istruito, vengo vessato da tre anni, con continui andirivieni con l'Ufficio Amministrarivo delle Finanze di Zona ( che è in un oscuro sprofondo nella semi-campagna laziale) perchè un singolare personaggio ritiene che io sia non l'affittuario bensì il locatore dell'appartamento che abito, e dunque mi invia cartelle di pagamento per evasione Irpef...
Un altro singolare personaggio, da anni ed anni, m'impedisce di divorziare dalla mia prima moglie, segnando ( letteralmente) una data di nascita errata sull'estratto di matrimonio. Nonostante le reiterate proteste, l'intervento di un avvocato etc., il documento continua ad uscire con la mia data di nascita corrtettamente stampata, crociata a penna con la dicitura ( sempre a mano) "No, leggasi:.... ". Immaginiamoci quale può essere lo sconquasso che simili bestialità , possono provocare in chi, non per sua colpa, ha un livello d'istruzione, ma soprattutto una conoscenza dei propri diritti, inferiore a quello medio, che già  non è altissimo.
Batterci seriamente per l'efficienza dell'Amministrazione dello Stato e in genere degli Uffici Pubblici, e per un sistema fiscale rigoroso ma non vessatorio, sono due di quei piccoli atti rivoluzionari che, a mio avviso, ci spettano per vocazione.

Ottime cose
 



 
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Messaggio Re: Un'autorithy Per L'amministrazione Pubblica 
 
E' con grande gioia e rinnovato entusiasmo che leggo questa notizia, di grande attualità , azione che deve avere una continuità  perchè non mancherà  di sostegno anche in modo trasversale, importante riuscire dare la giusta visibilità .
Finalmente la RnP identifica disfunzioni reali e promuove qualcosa che mira ad avviare iniziative che comincino a mettere le basi di uno stato democratico moderno in cui i cittadini si possono identificare.
E' un ottimo segnale che io accolgo con grande soddisfazione. Non vorrei correre troppo ma questo è, a mio avviso, anche il modo giusto per ricevere consensi, cioè parlare più di contenuti che di contenitori. Saluti.
 



 
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Messaggio Re: Un'autorithy per l'amministrazione pubblica 
 
QUALCOSA DI RIFORMISTA

La presentazione del progetto di legge Turci-Ichino relativo all'autorithy per la valutazione dell'efficienza del personale della Pubblica Amministrazione può essere l'inizio di una ?case-history? sul riformismo ovvero essere l'ennesima occasione perduta dalla minoranza liberale e socialista di questo Paese per imporre una propria leadership di governo.
Come nasce l'idea : nell'ambiente Universitario milanese, il prof Ichino e la propria equipe sviluppano analisi e confronti tra  i sistemi di misurazione e gestione dell'efficienza della Pubblica Amministrazione nei Paesi anglosassoni ed in Italia e, dal poco lusinghiero risultato per i nostri colori, lanciano una denuncia ed una provocazione sui giornali di agosto (?licenziamo i fannulloni?) che sembra destinata a ballare una sola estate,isolata dalla poco condiscendente sufficienza dei professionisti della politica al rientro dalle ferie .
Sotto il diluvio dei ?non è questo il problema? dei benaltristi in servizio permanente effettivo , il prof Ichino continua a scrivere sul tema , ricevendo una media di cinque lettere di insulti a settimana, che però annegano in un mare di più di un centinaio di lettere di sostegno ed incoraggiamento che arrivano , incredibile! , proprio impiegati della P.A. felici di aver trovato qualcuno che , in maniera argomentata, cerca di distinguere il grano dal loglio senza alimentare il qualunquismo. In una serata di fine settembre a Milano il Club Porto-Franco organizza un incontro confronto tra Ichino , il deputato Lanfranco Turci , i segretari sindacali milanesi cui partecipano quasi centocinquanta persone ,con  trenta interventi  oltre la mezzanotte  ed il custode (dipendente pubblico) che permette il tutto senza che gli siano riconosciuti gli straordinari.
Come si sviluppa : a portone chiuso e pazienza del custode terminata , con l'incoraggiamento dei tanti di ?Porto-Franco? ( quelli che definiremmo società  civile , se non fosse che sono tuttaltro rispetto alla ?società  civile? professionale-girotondista ) , il parlamentare Turci ed il professor Ichino decidono di dare seguito e sbocco alla cosa preparando un progetto di legge .
Dopo due mesi di lavoro di un gruppo coordinato dai prof Ichino e Mattarella , il ddl vede la luce e viene presentato a Milano , pronube il Club porto-Franco , alla sede della stampa estera , prima ancora che al Parlamento.
Come si articola : la proposta Turci-Ichino propone fondamentalmente tre principi ed un metodo semplice di applicazione . Si tratta della valorizzazione del merito , della punizione dell'inefficienza e della pubblicità  di tutti i dati relativi all'attività  della PA : una apposita Autorithy ( che sopprime tre organismi esistenti e non funzionanti ) ed il sistema della ?public review? - Università  , enti di ricerca , società , chiunque , attraverso l'accesso libero ai dati , effettuano misurazioni dell'efficienza della PA e le confrontano pubblicamente - , nonchè la libera e documentata informazione forniscono indicazioni precise alla dirigenza della PA per intervenire , assegnare aumenti di merito , a partire da quelli contrattuali, riorganizzare.
Le reazioni : il tessuto dei Club  e delle associazioni riformiste di Milano, da Cittadinanzattiva a Federconsumatori,  si mette immediatamente in moto, annunciando decine di iniziative di presentazione in tutta Italia , la notizia è tra le più consultate della giornata sui siti web , la copertura della stampa nazionale è pressocchè totale. Alla gente il tema interessa, non c'è dubbio.
Interessa anche ai sindacati che , come Cgil e Cisl funzione pubblica , lanciano un immediato allarme contro il complotto autoritario , pericoloso ed antidemocratico (misteriosamente manca l'accusa di fascismo ) , ma anche a quelli più disponibili ad un confronto ed una riflessione, come la Uil , che organizza sul tamburo un confronto tra Angeletti, Ichino ed il ministro Nicolais per il 9 gennaio a Roma.
Forse interessa, probabilmente infastidisce, sicuramente imbarazza i partiti , viventi , morenti o nascenti che siano , del centro-sinistra : confrontarsi su un tema concreto e sentito dalla gente li costringerebbe a parlar di Partito Democratico, riformismo , liberaldemocrazia etc in termini di scelte , qui e adesso , senza possibilità  di Fase o Cosa 2 , 3 , 4.
Imprevedibile l'atteggiamento del Governo di centro-sinistra , verosimilmente diviso su due rette comportamentali che non si incontrano mai , quella dell'interesse tecnico e politico del volenteroso ministro alla partita, Nicolais  e quella dei ministri ?noi tireremo diritto?, verso dove non si sa.
Il futuro : la tentazione di nascondere la polvere sotto il tappeto e di non affrontare il confronto a viso aperto con la sinistra conservatrice sindacale e radicale , come da manifesto programmatico degli azionisti di maggioranza della maggioranza attuale , spingerà  questo progetto e lo stesso dibattito il prima possibile nelle nebbie dell'indistinto e dell'innominabile ; la spinta contraria, proveniente dai proponenti , dai Club ed associazioni , dall'informazione, dalla società  civile (non girotondina) cercherà  di reggere il ruolo , di mantenere viva l'attenzione sul problema e di imporre la discussione, se non la soluzione.
Se in tempi ragionevoli si materializzerà  e si consoliderà  una qualche linea e formazione  politica riformista credibile , potrà  ripetersi l'anomalia del referendum sul punto di contingenza e della grande svolta propiziata allora da Craxi e dai sindacalisti riformisti Del Turco e Carniti ; diversamente il centro sinistra manterrà  la sua sicumera di ?decisissimo a non si sa cosa? e , in grande serenità  , come predicato da Romano Prodi, farà  un altro bel passo per distanziarsi dalla maggioranza del Paese e per avvicinarsi alla prossima sconfitta senza combattere

Franco D'Alfonso
Presidente Club Porto-Franco
Club socialista e riformista di Milano

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Allego a questo messaggio la rassegna stampa su questa iniziativa

fannulloni rassegna stampa.pdf
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Messaggio Re: Un'autorithy per l'amministrazione pubblica 
 
La Conferenza stampa del libro "I NULLAFACENTI", con le motivazioni politiche del PDL sull'Autorithy

http://www.radioradicale.it/schede/...azione-pubblica

 




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Messaggio Re: Un'autorithy per l'amministrazione pubblica 
 
P.I.: RNP, EFFICIENZA NON RESTI NEL LIMBO DEI BUONI PROPOSITI =

      Roma, 21 feb. (Adnkronos) - ''Il Ministro Nicolais, illustrando
il memorandum concordato coi sindacati per il rinnovo dei contratti
del pubblico impiego, ha espresso parole di apprezzamento per la
proposta di legge che abbiamo presentato con la firma di piu' di 40
deputati per la 'valutazione dell'efficienza e del rendimento delle
strutture e dei dipendenti pubblici'''. Lo affermano in una nota i
deputati della Rosa nel Pugno, Lanfranco Turci e Salvatore Buglio.

      ''Ora -concludono- ci aspettiamo che si possa avviare
sollecitamente il confronto in Parlamento sul nostro progetto di
legge, per evitare che l'esigenza inderogabile di elevare l'efficienza
della Pubblica Amministrazione si perda nel limbo dei buoni
propositi".
 




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Messaggio Re: Un'autorithy per l'amministrazione pubblica 
 
Da il Riformista di Giovedì 8 Marzo


PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. PERCHà?° SERVE UN'AUTHORITY _ DI CARLO D'ORTA E GUSTAVO PIGA
Affinchè il postino a Ragusa lavori quanto a Bolzano


Alcuni anni fa uno studio di Alesina, Danninger e Rostagno evidenziava come per inviare centomila lettere il sistema postale nel Meridione impiegava 1782 dipendenti contro i 179 del Nord. Per trasportare centomila tonnellate di beni le ferrovie avevano al Nord 71 dipendenti contro i 327 del Meridione. Più di recente Catalano in un bel libro sugli acquisti delle università  italiane mostrava come la spesa per telefonia per dipendente dei nostri atenei passava da un minimo di 80 euro a un massimo di 2800 con una media di 970 euro. Gli economisti Bandiera, Prat e Valletti sono riusciti a misurare gli sprechi negli acquisiti della pubblica amministrazione, determinando che se si riuscissero a portare tutte le amministrazioni pubbliche al livello della migliore avremmo un risparmio del 14% di spesa di acquisto di beni, circa l'1% del nostro Pil. Quando presentiamo questi dati oggettivi e rigorosamente calcolati in incontri pubblici il mormorio di disapprovazione, ilarità  o rassegnazione in sala è percepibile anche alle orecchie dei più sordi. E l'interesse dei giornalisti a ottenere questi dati, finito l'incontro, è enorme.

Il tema è ovviamente quello della qualità  dell'azione della pubblica amministrazione, su cui hanno cercato di incidere dal 1990 diverse riforme registrando, però, progressi inferiori alle attese. Fenomeno tanto più grave se si considera che le amministrazioni degli altri Paesi europei non sono rimaste ferme, ma spesso sono cresciute, in efficienza e qualità , più delle nostre, e ciò si è tradotto in handicap per la competitività  delle imprese e del sistema Italia. Il fatto è che tutte le misure adottate per promuovere la qualità  del settore pubblico fanno leva esclusivamente sugli ?attori interni?: organi di governo delle amministrazioni, dirigenti, sindacati. Anche il memorandum siglato il 18 gennaio scorso tra governo e Cgil-Cisl-Uil affida il rinnovato impegno verso amministrazioni di qualità  ai medesimi attori interni, coinvolgendo solo marginalmente gli utenti che, sebbene siano i destinatari e beneficiari finali delle funzioni e servizi pubblici, hanno poca o nessuna voce. La cura dell'interesse generale alla qualità  delle funzioni e servizi pubblici resta rimessa alla interpretazione/mediazione di soggetti i quali, però, sono esposti anche a pressioni differenti, talvolta persino in contraddizione con quelle dei fruitori dei servizi.

La pubblica amministrazione non opera sul mercato, non ha di norma concorrenti. Chi può produrre, per essa, l'essenziale stimolo verso la qualità ? Chi può evitare che essa finisca talora per privilegiare esigenze e motivazioni estranee ai bisogni dell'utenza? Chi può dare impulso decisivo alla diffusione, in tutto il sistema, della cultura della misurazione dei servizi resi, rendere i servizi valutabili dagli utenti, alimentare un circuito virtuoso che stimoli gli attori interni ed esterni a operare in direzione della qualità ?

Ebbene sì, la solita Autorità . Un'Autorità  per la qualità  delle pubbliche amministrazioni: un soggetto che operi a supporto dell'interesse ?diffuso? (e debole) degli utenti alla qualità  delle pubbliche amministrazioni; che abbia negli utenti il proprio unico stake-holder, e nella misurazione della qualità  dei servizi resi dalle amministrazioni il proprio essenziale compito; che si configuri non quale contraltare - che sarebbe inammissibile - degli organi politici posti al vertice delle pubbliche amministrazioni, ma quale organismo tecnico chiamato a fornire, da una posizione di relativa indipendenza rispetto al potere esecutivo, dati e informazioni oggettive sulla qualità  dei servizi. Dati e informazioni che, poi, gli organi di governo utilizzeranno per valutare e definire i propri interventi e la collettività  degli utenti per formarsi opinioni più argomentate e dettagliate sul livello di servizio ottenuto.

L'Autorità  dovrebbe essere centro di ricerca, con alte competenze di management, statistiche, informatiche ed economiche più che giuridiche, per individuare e diffondere le migliori tecniche di misurazione della qualità  dei diversi tipi di servizi pubblici; centro di misurazione e certificazione, per raccogliere dati e informazioni, rielaborarli, validarli e metterli a disposizione dei diversi fruitori; organismo di comunicazione pubblica, in quanto chiamato ad informare la collettività  sugli esiti delle misurazioni. Compiti di analisi e di informazione, dunque, e non di valutazione o elaborazione di soluzioni, che devono restare propri degli organi di governo e delle amministrazioni.

Facendo leva sullo sviluppo dell'It, che abbatte i costi per acquisire informazioni, la legge che dovesse creare l'Autorità  prevederebbe al suo interno una infrastruttura capace di registrare i dati di spesa e le caratteristiche delle strutture delle varie amministrazioni statali e locali. Obbligo dell'Autorità  sarebbe poi quello di dare piena visibilità  delle informazioni acquisite ed elaborate a tutta la collettività  (cittadini, mass media e, naturalmente, organi di governo, amministrazioni e sindacati), mettendo in evidenza al contempo i risultati di eccellenza e quelli meno positivi. Così in tempo reale sapremmo quanti impiegati postali ci vogliono a Bolzano piuttosto che a Ragusa per inviare 1000 lettere.

Inutile? Provate a vedere cosa succederebbe se si scoprisse che, per svolgere un dato servizio pubblico con gli stessi livelli di qualità , in una città  occorre la metà  dei dipendenti impiegati in un'altra. Giornalisti, cittadini, amministratori comincerebbero a parlarne a voce sempre più alta, dapprima in decima pagina o nei salotti, poi in prima pagina e in pubblico. Ben presto, gli organi di governo e i dirigenti dell'amministrazione meno efficiente si metterebbero all'opera per sanare la situazione verso standard di qualità  più adeguati. Perchè non c'è niente che spaventa i decisori delle amministrazioni, ancor più di un poco credibile licenziamento, della pubblicità  negativa.

Un dibattito, in proposito, è già  iniziato. In Parlamento è stata presentata, da esponenti di maggioranza e dell'opposizione, una proposta di legge sulla ?valutazione del rendimento delle strutture e dei dipendenti pubblici?. L'Autorità  per la qualità  delle pubbliche amministrazioni di cui parliamo non dovrebbe tuttavia in alcun modo occuparsi - e qui sta la differenza rispetto alla proposta di legge sopra ricordata - delle attività  e prestazioni dei singoli dipendenti, ma soltanto della qualità  delle funzioni e servizi pubblici, ossia degli output delle amministrazioni. Ã?Ë? questa l'informazione oggettiva che davvero interessa agli utenti e che, oggi, nessun organismo pubblico rende ancora con professionalità , continuità  e indipendenza. In questo senso, l'Autorità  per la qualità  delle pubbliche amministrazioni non solo non sarebbe in contraddizione ma, anzi, costituirebbe attuazione del passo del recente memorandum governo-sindacati ove si impegna il governo a «creare le condizioni di misurabilità , verificabilità  e incentivazione della qualità » e ad «assumere con tempestività  le misure necessarie ââ?¬Â¦ per produrre e pubblicizzare informazione di qualità  e continuativa sui risultati conseguiti dalle amministrazioni».

 




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Messaggio Statali, prima le riforme poi i soldi - di Tito Boeri 
 
In allegato l'articolo di Tito Boeri su La Stampa del 12 aprile.

Boeri_Stampa_12_Aprile.pdf
Descrizione: Tito Boeri _ La Stampa _ 12 Aprile 
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Messaggio Re: Un'autorithy Per L'amministrazione Pubblica 
 
MA il progetto di legge poi, che fine ha fatto?
Vista la situazione, verrà  calendarizzato per il 2115 circa.

Dato che c'ero, me lo sono andato a rivedere.
Bella la soppressione del grottesco comitato contro la corruzione.
Ma non è che, una volta stabilita l'autorità , poi si delegano un po' troppe cose al governo?
Non ho capito un passaggio: i nuclei di valutazione da chi saranno formati? Chi saranno questi valutatori? Sono previste misure per evitare che siano contigui ai controllati, come quelle di esclusione dall'autorità ?
 



 
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Messaggio Re: Un'autorithy per l'amministrazione pubblica 
 
Dio benedica gli stimoli di Andreas! Lo dico in piena sincerità , perchè, anche in questo caso, il tuo è uno spunto per tornare su un tema di politica estremamente attuale, concreto e qualificante.
Anzi, per essere il più preciso possibile nel risponderti ho contattato direttamente gli amici dell'ufficio legislativo della RnP. Appena mi forniranno notizie fresche ed esaurienti provvederò a segnalare tutto qui.

Adesso mi scuso, ma torno a lavoro, ad occuparmi dei miei articoli per ItaliaOggi ... anzi .. adesso che ci penso, proprio per ItaliaOggi credo di aver seguito con un'attenzione che trova difficilmente riscontro in altri grandi quotidiani nazionali, le questioni delle trattative sul commercio internazionale - cosa di cui si occupa direttamente Emma Bonino (la quale mi ha anche detto che ItaliaOggi è il quotidiano italiano che predilige!).
Nelle prossime settimane potrei provare a proporre qui un collage dei miei articoli più significativi in materia ...
 




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Messaggio Re: Un'autorithy per l'amministrazione pubblica 
 
RINGRAZIO (a nome di tutti) L'AMICO UGO PER AVERCI FORNITO QUESTI PREZIOSI AGGIORNAMENTI!

Martedì 3 aprile la I Commissione (Affari Costituzionali) della Camera si è riunita sulla base dell'ordine del giorno recante, tra l'altro, la discussione del provvedimento di Modernizzazione delle amministrazioni pubbliche (che include le proposte C. 590 Lucchese, C. 1505 Pedica, C. 1588 Nicola Rossi, C. 1688 La Loggia, C. 2080 Turci e C. 2161 Governo). In particolare durante la seduta l'on. Giovvannelli, relatore del provvedimento in questione, ha comunicato la decisione volta all'adozione del disegno di legge governativo (2161) quale testo base, esludendo pertanto la presentazione di un testo unificato (che abbina le proposte presentate dai parlamentari al ddl governativo)da adottare come testo base per il seguito dell'esame.
In seguito a tale decisione l'on. Violante, Presidente della I Commissione, ha fissato il termine, per la presentazione degli emendamenti al ddl governativo, a lunedì 16 aprile alle ore 18. In seguito alla ricezione da parte della Commissione gli emendamenti verranno discussi e votati dalla I Commissione.
L'on. Turci e l'on. Angelo Piazza hanno presentato alla I Commissione emendamenti aggiuntivi volti alla creazione di un Capo I-bis all'interno del ddl governativo. Il Capo I-bis riporta letteralmente i quattro articoli (ora divenuti 9-bis, 9-ter, 9-quater e 9-quinquies) della proposta di legge recante: "NORME IN MATERIA DI VALUTAZIONE DELL'EFFICIENZA E DEL RENDIMENTO DELLE STRUTTURE E DEI DIPENDENTI PUBBLICI", titolo che è stato riprodotto ai fini della rubricazione dello stesso Capo II-bis.
 




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Messaggio Re: Un'autorithy per l'amministrazione pubblica 
 
Sulla questione dei nuclei di valutazione il nodo è ancora da sciogliere, anche su questo vedrò di fornire maggiori informazioni.
 




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PIAZZA (SDI): STATALI, NO AD AUMENTI A PIOGGIA
 
premiare il merito e l'impegno

"Vedo - dichiara il parlamentare Sdi Angelo Piazza - una grande discussione tra Governo e sindacati sulla entità  degli aumenti retributivi per gli statali.  Troppa poca attenzione vi è invece per rendere questi aumenti un fattore di competitività  della P.Amministrazione".
 
"La retribuzione dei dipendenti pubblici - prosegue l'on. Piazza, già  ministro della Funzione Pubblica - deve essere sempre più mirata a premiare capacità , professionalità  e impegno del singolo. E occorre una verifica attenta e imparziale sulla produttività . I ministri Nicolais e Padoa Schioppa nella discussione in corso con i sindacati devono valorizzare questi principi che mi pare invece restino troppo sullo sfondo di fronte ad aumenti pretesi a pioggia per tutti i dipendenti".
 
"Sui controlli ad esempio, - conclude il deputato socialista - la proposta del governo di affidarli al Cnel appare davvero debole, di fronte all'ipotesi Ichino che propone una autorità  indipendente, terza rispetto sia al governo che ai sindacati".
 




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Messaggio Re: Un'autorithy per l'amministrazione pubblica 
 
SEGNALO QUESTO ARTICOLO DI ICHINO E BOERI SU - LAVOCE.INFO: http://www.lavoce.info/news/view.ph...2689&from=index
 




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Messaggio Re: Un'autorithy per l'amministrazione pubblica 
 
Anche Report si occupa del caso degli "Intoccabili" della P.A.

Qua l'articolo di un utente del sito FaiNotizia di radioradicale.it: http://fainotizia.radioradicale.it/...gli-intoccabili

Qua il sito di Report: http://www.report.rai.it/R2_popup_a...1072467,00.html

Appena sarà  disponibile la puntata sul sito della trasmissione Report provvederemo a segnalarla anche sul nostro sito
 




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Messaggio Re: Un'autorithy per l'amministrazione pubblica 
 
Ed è con vero piacere che segnalo questo articolo dal Sole 24 Ore dei giorni scorsi!!!
Aspettavo che ripartisse il sito per pubblicarlo qui.
Direi che è una buona notizia, prima ancora che per noi ... per il paese!
Anche se, come direbbe il trap, "non dire gatto se non l'hai nel sacco"

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Messaggio Re: Un'autorithy per l'amministrazione pubblica 
 
Tommaso Inoz Ciuffoletti ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ed è con vero piacere che segnalo questo articolo dal Sole 24 Ore dei giorni scorsi!!!
Aspettavo che ripartisse il sito per pubblicarlo qui.
Direi che è una buona notizia, prima ancora che per noi ... per il paese!
Anche se, come direbbe il trap, "non dire gatto se non l'hai nel sacco"


E' un'ottima notizia!

La cosa fondamentale è che l'autorithy venga preparata e studiata al meglio, magari con l'utilizzo di un sistema informatico che aiuti a prevenire gli sprechi e a capire in modo quasi immediato quali sono i "reparti" e/o singole persone che rendono poco o male nella PA!
 




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Messaggio Re: Un'autorithy Per L'amministrazione Pubblica 
 
Cari compagni,
nel partecipare per la prima volta ai vostri forum, voglio complimentarmi con voi per l'elevata qualità  del vostro dibattito sul tema della Costituente, senza dubbio il più ricco tra quelli svoltisi sulla Rete.
Qui intervengo sulla questione della P.A., portando la mia esperienza ventennale di dipendente pubblico.
Nel mio ente esiste da tempo una retribuzione di risultato (il 30 % del totale), quindi teoricamente saremmo all'avanguardia nel panorama della P.A. italiana. Se, però, si va più in profondità , si scopre che il risultao è un risultato di tutto l'ufficio periferico, ottenuto su alcune linee produttive, dette prioritarie, e solo dai relativi addetti (veri schiavi ai remi), a vantaggio di tutto il personale. Il quale personale, durante l'anno, quando vengono diffusi periodicamente i dati della produzione, monta campagne denigratorie, risse assembleari, nei confronti di coloro ?che non ci faranno prendere i soldi?, ma si guarda bene dall'offrirsi come sostegno ai colleghi in difficoltà , in ciò favorito dall'atteggiamento pilatesco dei dirigenti che non vogliono turbare gli assetti esistenti (con relative nicchie di comodo)
Questi progetti di produzione, inoltre, vengono tirati fuori in modo meccanico dal computer, non tengono conto delle reali condizioni delle varie sedi periferiche. Nel mio ente, infatti, metà  del personale è concentrata a Roma, senza dirette funzioni produttive, e la maggior parte delle sedi del Nord hanno vuoti paurosi negli organici, non si sa come facciano a tirare avanti, ma nonostante ciò siamo "premiati" in tutt'Italia - a Sondrio, alla Direzione Generale o in una pletorica sede del Sud - allo stesso modo, con qualche differenza solo in base al livello.
La dirigenza è interessata solamente a salvaguardare le proprie ipertrofiche retribuzioni, ed è specializzata nel non prendere decisioni: i nullafacenti non sono nient'altro che i protetti dei dirigenti, magari su sollecitazione politica o sindacale!
E' urgente tornare ai principi di Marco Minghetti e cacciare i partiti fuori dall'amministrazione,
in cui pesano ancora troppo, soprattutto negli enti locali (grazie anche agli spoil system inaugurati dal primo governo Prodi). Quanto ai sindacati del P.I., come diceva Sergio Turone, sono degradati a gruppi di pressione impelagati a pieno titolo nel consociativismo clientelare, in cambio della rilevante quantità  di servizi (remunerati) che gestiscono per conto del Pubblico (patronati, CAF...).
Qualche anno fa avevamo sperimentato anche la valutazione individuale, a giudizio del dirigente, soprannominata spregiativamente ?pagellina? che, in caso di giudizio massimo, dava diritto ad un ?bonus? sul premio di produzione: il risultato fu che il bonus andò soprattuto a raccomandati e sfaccendati.
L'invito che rivolgo a Lanfranco Turci alla luce di quanto ho esposto, è di studiare bene i poteri ed i criteri operativi della futura Autority, perchè nella kafkiana realtà  della P.A. italiana,  il rischio è che i sistemi di valutazione penalizzino chi lavora veramente!
 



 
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Messaggio Re: Un'autorithy per l'amministrazione pubblica 
 
Quella di Michele (Michele giusto? O ricordo male?) è una di quelle lettere molto interessanti che, a giudicare anche dal suo ultimo libro, Pietro Ichino legge con attenzione.
A Lanfranco provvederò io direttamente a segnalarla, ma perchè non provare a spedirla anche all'attenzione di PIetro Ichino? Il suo indirizzo, che adesso non ricordo a memoria, si può trovare sul sito dell'Università  di Milano.
Un saluto,
Tommaso
 




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